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Verini: «Sulla nuova legge elettorale bisogna rispettare i patti di governo»

Secondo il tesoriere del Partito democratico il dibattito politico deve incentrarsi «sulla tenuta sociale del Paese»
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Raggiunto al Nazareno dove è al lavoro nel nuovo incarico di tesoriere del Partito democratico, Walter Verini non si sottrae alle domande sull’attuale dibattito politico, che secondo il deputato del Pd dovrebbe essere incentrato «sulla tenuta sociale del Paese».

Onorevole Verini, il Parlamento si avvia alla pausa estiva dopo il varo in Consiglio dei ministri del decreto “Agosto”. Come giudica questa fase?

Ieri è stata una giornata importante perché ritengo il decreto“Agosto” un’altra tappa fondamentale per la tenuta sociale del Paese, dal momento che si sostengono lavoratori e imprese con defiscalizzazioni importanti per chi assume e sgravi fiscali soprattutto al Sud. Ancora una volta il governo, che peraltro non va in ferie visto il lavoro sui progetti del Recovery Fund, dimostra una forte attenzione alla vita vera del paese. Alla ripresa della pausa parlamentare la priorità senza alcun dubbio è quella legata alle grandi questioni sociali e avvieremo da subito il lavoro nelle commissioni per il miglioramento e la conversione di alcuni provvedimenti.

A settembre si parlerà sopratutto di trasporti, dove lo scontro con alcune Regioni è talvolta aspro. Come vi state preparando?

Lunedì ci sarà un incontro tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, e la ministra per le Infrastrutture Paola De Micheli con i rappresentanti delle Regioni. Al netto di alcune dichiarazioni da campagna elettorale (e ogni riferimento a Giovanni Toti è voluto) il tema è di scottante attualità. Bisogna tenere insieme due cose: la necessità di spostamento di milioni di persone alla ripresa delle scuole con il farlo in sicurezza. Il Pd è consapevole delle preoccupazioni del Comitato tecnico-scientifico legate al distanziamento ma questo dev’essere conciliato con la necessità di portare milioni di studenti e insegnanti da casa a scuola e viceversa. Se ne è parlato anche ieri in Consiglio dei ministri. Tuttavia sono d’accordo con Speranza nel suo appello ai giovani, perché la battaglia non è ancora finita e il virus circola ancora.

C’è poi il tema del taglio dei parlamentari che senza una nuova legge elettorale potrebbe creare storture costituzionali. Come le gestirete?

Con il taglio dei parlamentari l’attuale legge elettorale va certamente corretta. Sarebbe importante che almeno un ramo del parlamento approvi una legge elettorale condivisa il più possibile prima del referendum. Ma ci sono anche altri aspetti dell’accordo con il M5s che riguardano le storture che il taglio dei parlamentari procura: cioè la rimodulazione della rappresentanza delle regioni nell’elezione del presidente della Repubblica; la ridefinizione dei collegi del Senato su base circoscrizionale, altrimenti verrebbe meno la rappresentanza delle regioni più piccole; l’abbassamento dell’età per l’elettorato attivo e passivo.

Anche nel Pd alcuni hanno storto il naso annunciando il voto contrario al referendum. Lei cosa voterà?

Sul referendum abbiamo votato sì e io voterò sì al taglio dei parlamentari, ma rifiuto e rifiutiamo un approccio demagogico e populista al tema. Il risparmio economico è simbolico e puntare su quello vuol dire prendere in giro gli italiani. Occorre una riforma dei regolamenti parlamentari per garantire meno farraginosità e dare più efficienza ai lavori parlamentari. Abbiamo perso un referendum sulla modifica del bicameralismo paritario ma il tema di una democrazia che decide e che si sincronizza con i tempi delle risposte chieste dalla società è ineludibile, e non si risolve con il taglio dei parlamentari. Se una democrazia è lenta, in tempi di crisi economica e sociale e di precarietà, c’è il rischio di una deriva autoritaria.

Riuscirete a trovare un accordo di maggioranza su una nuova legge elettorale proporzionale?

Lei parla con un sostenitore del Pd delle origini, della vocazione maggioritaria…in direzione, nel gruppo, espressi le mie opinioni, poi si e’ votato e sui temi politici si rispettano le decisioni adottate dalla maggioranza. Poi c’è stato un accordo di coalizione da rispettare. Dentro questo occorrerebbe lavorare per un sistema elettorale nel quale il voto dei cittadini venga pienamente tutelato e rispettato, senza trasformismi. Come dicevo, gli accordi bisogna rispettarli, in base a un dialogo aperto in parlamento anche con le opposizioni. Dopo il voltafaccia di Italia Viva lo stesso Zingaretti ha detto che il Pd è disposto al dialogo con tutte le forze del parlamento e a tutto campo sul sistema, ma è chiaro che diciamo no agli smarcamenti tattici di singole forze politiche, anche di maggioranza, per visibilità o ragioni meno nobili come lo sbarramento, che rischiano di far precipitare nel tatticismo il confronto su temi che richiederebbero uno spessore ben più serio.

Anche l’esame sulla legge contro l’omofobia è stato rinviato. Riuscirete a chiudere a settembre?

Io credo di sì. Abbiamo già fatto – a partire da Zan, dalla Boldrini – un lavoro importante dando in commissione risposte (accogliendo e riformulando l’emendamento Costa) a chi temeva che la legge colpisse la libertà d’espressione. Abbiamo cancellato questi dubbi chiarendo che si puniscono l’istigazione e la discriminazione, non le opinioni. Il punto è delicato e alcune preoccupazioni – cattoliche, liberali, anche nel nostro gruppo – erano serie e legittime. Ma la legge è una legge buona, europea, che finalmente garantisce diritti e dignità a persone che non ce l’hanno. Tuttavia vogliamo che sia il più possibile una legge condivisa, anche se escludo da questa condivisione chi ha posizioni medievali e retrograde co-me la destra estrema, che usa perfino simboli cattolici in maniera strumentale. Al Senato la partita sarà complicata e quindi abbiamo bisogno di fare presto e trovare una maggioranza più larga possibile alla camera, su tutta la legge e sui punti che richiedono ancora approfondimento.

Cosa può dire sulla riforma del Csm?

Quella varata dal Consiglio dei ministri è una riforma importante che aiuterà la magistratura a ritrovare credibilità e alla quale il Pd ha dato un contributo decisivo. Con le nuove norme le degenerazioni correntizie della magistratura potranno essere contrastate, valorizzando davvero il merito. Ora la parola passa al Parlamento per migliorare e irrobustire la riforma.

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