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Renzi attacca Conte: «Schiaffeggia la Costituzione». Ma Zingaretti non ci sta: «Nessuna violazione»

Il leader di Italia Viva contro il premier: «Si sposti la discussione in Parlamento»
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Il nuovo decreto firmato da Giuseppe Conte è «uno scandalo costituzionale». A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è il leader di Italia Viva Matteo Renzi. «Ora basta, non possiamo calpestare i diritti costituzionali con un dpcm. Trasformiamo il testo in un decreto e portiamolo in Parlamento». Secondo l’ex presidente del Consiglio, «la ripartenza è lenta. Non si rendono conto che in autunno ci sarà una carneficina di posti di lavoro. Ma in ogni caso il testo è un errore politico, economico e costituzionale. Politico perchè delega al comitato tecnico scientifico una scelta che è politica: contemperare i rischi. Lo scienziato ti dice che c’è il coronavirus, il politico decide come affrontarlo. E se in Umbria o Alto Adige non ci sono contagi queste regioni non possono avere le stesse restrizioni della provincia di Piacenza». Per Renzi, «bisogna uscire dalla logica burocratica dei codici ateco e dire: ti do la regola, metti la mascherina, stai lontano un metro, ma poi sei libero. La libertà e il valore più grande: non siamo uno stato etico dove i vigili chiedono se la persona che stai per vedere è una fidanzata stabile o saltuaria. Ma saranno fatti tuoi? Qui siamo alla follia!». E ancora: «Il presidente del Consiglio non può impattare sulla vita delle persone al punto di definire con dpcm chi puoi vedere. Sarebbe meno peggio un decreto legge: almeno ha garanzie, una discussione parlamentare, il dibattito pubblico, gli emendamenti. Se il dpcm fosse un decreto legge presenterei un emendamento e chiederei l’appoggio del Pd, che ha la stessa sensibilità sulla difesa dei diritti fondamentali». «Lo dirò giovedì in aula – assicura Renzi – Fuggire dal Parlamento è scelta di rara gravità e trova la sua base in una visione dello Stato paternalistica e irrispettosa delle libertà: non ho nulla da perdere e considero mio dovere dirlo ad alta voce».

Ma a replicare ci pensa il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. «Tutte le sollecitazioni ad un rigore in materia costituzionale sono importanti, ma credo che non siamo in presenza di violazioni della Costituzione. Siamo in presenza, in tempi inediti, della necessità di rendere concreti dei provvedimenti – ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa sul piano per le semplificazioni proposto dal Pd -. Di fronte all’enormità della situazione – ha aggiunto – dobbiamo saper ritrovare quella concordia che permette alle forze politiche e sociali di ascoltarsi con più produttività. Credo che il richiamo (della presidente Cartabia ndr) sia giustissimo, sono temi delicati. Ma serve uno scatto in avanti in un clima di concordia per il futuro del Paese».

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