Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Battute e insulti dei poliziotti Usa sui migranti morti

Razzismo e sessismo in rete. aperta un’inchiesta. I commenti su un gruppo Facebook fondato dai membri della polizia di frontiera che conta 10mila iscritti. Frasi indicibili contro la Occasio- Cortez
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Battute e insulti. «Dategli del burrito a quelle puttane», ringhia un utente sotto l’immagine delle democratiche Alexandria Ocasio- Cortez e Veronica Escobar, colpevoli di avere origini ispaniche e di contrastare la politica migratoria del presidente Trump.

In un altro thread che inneggia al loro sterminio i migranti vengono chiamati «secchi di merda» e quando arriva la notizia che qualcuno ha perso la vita lungo il confine comincia il macabro sarcasmo: «Oh come mi dispiace!», «Ah, me ne farò una ragione», sghignazzano le centinaia di commentatori.

Non manca poi il negazionismo complottista che si accanisce sulla terrificante immagine dell’annegamento di un padre con la figlia di 4 anni nelle acque del Rio Bravo: «Avete mai visto persone affogare così, avete mai visto dei morti così puliti? Quella foto è un fake dei soliti liberali».

Razzismo della polizia

Razzismo spinto e sessismo primordiale come dimostra un ineffabile fotomontaggio in cui sempre la Occasio Cortez, la più citata e la più odiata, viene violentata da un sorridente Trump che la costringe ad avere un rapporto orale.

In un altro la vediamo rinchiusa in una cella circondata da persone di colore e… non ci vuole molto a immaginare il resto.

È solo una parte del bieco campionario che emerge dal gruppo Facebook “segreto” Ìm 10- 15 reso noto dal sito di investigazione ProPublica.

Nulla di originale visti i tempi cupi in cui viviamo, se non fosse che il gruppo è stato fondato ed è frequentato da centinaia di agenti della polizia di frontiera americana ( 10mila gli iscritti) e non da nostalgici fan del Ku Klux Klan. 10- 15 è peraltro la sigla in codice del U. S. Customs and Border Protection ( CBP).

Per questo i vertici dell’Agenzia hanno avviato un’inchiesta ufficiale per individuare i responsabili e capire quanto questo fenomeno sia esteso.

«Qualsiasi dipendente che abbia violato i nostri standard di condotta sarà ritenuto responsabile e ritenuto non degno di indossare la divisa», ha affermatola responsabile Carla Provost citata dalla Bbc. Matthew Klein, un vice commissario del CBP, ha dichiarato che anche il Dipartimento per la sicurezza interna ha avviato un’indagine sul gruppo, che ha violato il codice di condotta dell’agenzia. Ha detto che un certo numero di agenti del CBP potrebbero essere membri del gruppo, senza approfondire i loro ruoli.

Trump e il cavallo di battaglia dei migranti

Intanto Trump, che non ha commentato la vicenda continua la campagna elettorale, puntando tutta la posta sulla questione migranti e minacciando imminenti deportazioni, ma solo dopo la festa dell’indipendenza di domani: «Dopo il 4 luglio, molta gente verrà portata indietro». Tra le migliia di persone a rischio molte famiglie senza documenti che vivono e lavorano negli Stati Uniti da anni.

Dopo aver firmato la legge che stanzia 4,6 miliardi di dollari per l’emergenza sul confine meridionale. Trump ha detto che due settimane fa aveva accettato, dopo una telefonata con la Speaker Nancy Pelosi, di bloccare i raid – che lui, con una mossa inusuale che aveva colto di sorpresa le stesse forze dell’ordine preposta, aveva annunciato via Twitter – chiedendo al Congresso di approvare nuove restrizioni sulla legge per aslio, mossa a cui si oppongono di democratici.

I raid – secondo quanto anticipato dai media – prenderebbero di mira 2mila famiglie di migranti senza documenti in 10 diverse città americane.

 

Ultime News

Articoli Correlati