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World Family Congress, il cardinale Parolin: «D’accordo sulla sostanza»

L’endorsement del prelato all’evento pro-life e antigay. La Lega parteciperà a ranghi completi. Il no di Di Maio: «abbiamo idee diverse sul ruolo della donna». Giallo sul patrocinio di Palazzo Chigi
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Non è un endorsement, ma poco manca. Le parole del segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, riportano al centro del dibattito pubblico il “Congresso della Famiglia” che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo.

«Siamo d’accordo sulla sostanza, le differenze ci sono sulle modalità», è stato il commento del prelato. Poche parole pronunciate a margine della cerimonia per i 150 anni dell’ospedale Bambin Gesù, ma sufficienti a riaccendere la polemica. Non è chiaro cosa intendesse Parolin con in distinguo sulle «modalità», ma il fatto che un nome pesante della gerarchia ecclesiastica condivida «la sostanza» è stato un fulmine a ciel sereno per chi vedeva nella Chiesa di papa Francesco uno spirito diverso sui temi della famiglia e dell’omosessualità.

Il convegno, tuttavia, già si prospetta essere l’ennesimo spartiacque tra i partiti di governo: la Lega cala gli assi, a partire dall’annunciata presenza del vicepremier Matteo Salvini, del ministro per la Famiglia e organizzatore, Lorenzo Fontana, del governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga e del primo firmatario del Ddl sulla bigenitorialità, Simone Pillon.

Tutti contrari, invece, i pentastellati, con il leader Di Maio che ribadisce pubblicamente: nessuno dei nostri andrà a Verona, anzi «Il terreno della libertà delle donne è sicuramente una questione che ci vede distanti dalla Lega. Nessun esponente del Movimento cinque stelle andrà a quell’evento di sabato in cui si dice che la donna deve stare in casa e che sono negazionisti sui femminicidi. Per me la famiglia è sacra ma è sacra anche la libertà delle donne».

La tre giorni, denominata World Family Congress, ospiterà infatti relatori che propugnano tesi pro- life antiabortiste, anti- gay e in favore della famiglia “tradizionale”. A margine, infine, prosegue il giallo sul patrocinio della Presidenza del Consiglio: sui volantini campeggia il logo di Palazzo Chigi, che ha aperto un’istruttoria per capire quali vie burocratiche abbia seguito l’iter, precisando «che non è stata ricevuta alcuna richiesta». Gli organizzatori, per ora, ostentano tranquillità e hanno fatto sapere che è tutto in regola. Oltre ad annunciare che l’evento è già sold out.

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