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Vaticano, un super-vertice per contrastare gli abusi

Travolte dagli scandali delle violenze sui minori, le alte gerarchie della Chiesa si riuniranno a febbraio. L'occasione per rilanciare la tolleranza zero contro gli abusi commessi dai preti e sradicare il fenomeno
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Stati Uniti e ora anche la Germania, un’onda di denunce e di testimonianza che raccontano di abusi su minori da parte di esponenti del clero. Non passa giorno che da qualche parte nel mondo non scoppi un caso. Omissioni e coperture dei responsabili sono ora sempre più note e offrono materiale anche per gli attacchi ricevuti da papa Bergoglio e che sono l’espressione di una lotta (conservatori ed innovatori) serratissima che si svolge all’interno della Curia romana.

In questo senso va letta l’offensiva lanciata dal Pontefice il 12 settembre al termine della riunione del Consiglio dei 9 cardinali, detto C9. Bergoglio infatti ha convocato i massimi responsabili della Chiesa di tutto il mondo per un incontro che si svolgerà dal 21 al 24 febbraio del prossimo anno. Al centro di questa specie di Sinodo ci sarà la lotta agli abusi e la tutela dei minori. Una decisione importantissima che segnala però anche il grado zero raggiunto da questo problema.

Il C9 infatti è il gruppo di porporati cui lo stesso Pontefice ha affidato il compito di aiutarlo nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa universale. Il vertice si concentrerà sulla prevenzione e ribadirà, almeno da quanto è contenuto nel comunicato al termine del Consiglio, la linea della tolleranza zero lanciata da papa Francesco ma indebolita sia dalle titubanze ad applicarla sia dai continui scandali. Ma sulla strada che porterà all’appuntamento del prossimo febbraio gli ostacoli sono moltissimi così come i dossier da affrontare. Ad iniziare dalla situazione della Chiesa americana.

Non a caso il giorno dopo la riunione del C9 (13 settembre) Bergoglio ha incontrato i massimi vertici dell’episcopato statunitense.Nel palazzo apostolico si è tenuto un colloquio con Daniel DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e leader della Conferenza dei vescovi Usa, il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori, Jose Horacio Gomez, arcivescovo di Los Angeles e vicepresidente della Conferenza episcopale e monsignor Brian Bransfield, segretario generale.

La situazione negli Usa è gravissima, sembra essersi aperto un vaso di Pandora difficilmente richiudibile. Una nuova serie di inchieste per abusi sui minori si stanno aprendo a ripetizione. E così anche lo stato del Kentucky ha annunciato la convocazione di un Gran Giurì che indaghi sulle molestie del clero dopo che nel 2004 tre ex chierichetti, vittime di abusi, avevano esposto denuncia contro i loro persecutori sostenendo la corresponsabilità dello stesso papa di allora.

Un caso che si aggiunge alle iniziative di altri sei stati (New York e New Jersey, Illinois, Missouri, New Mexico e Nebraska) più la Florida che sta valutando se unirsi alle indagini. In New Jersey, una speciale linea telefonica creata dal ministro alla Giustizia statale Gurbir Grewal per raccogliere nuove denunce ha registrato un numero record di chiamate.

In Pennsylvania a metà agosto un Gran Giurì aveva presentato e documentato le accuse mosse da circa mille vittime a oltre 300 sacerdoti.Per fermare l’esplosione in corso sembrano prossime le dimissioni del cardinale dell’arcidiocesi di Washington,. Ne parlerà con il papa ha detto ma le accuse a suo carico sono non solo documentate ma pericolose per lo stesso Bergoglio. Infatti il 77enne Wuerl è accusato di aver in parte coperto lo scandalo degli abusi sessuali in Pennsylvania e le vicende legate al suo predecessore, l’ex cardinale di Washington Theodore McCarrick, il protagonista di vicende che hanno fornito materiale per le missive dell’ex nunzio apostolico negli Usa, Mons. Viganò, arrivato a chiedere le dimissioni di Francesco.

Tocca dunque agli “americani” muoversi. Le parole del cardinale bostoniano O’Malley, membro anche del C9, non lasciano dubbi: «alla luce della situazione attuale, se la Chiesa si dimostra icapace di rispondere con tutto il cuore e di fare di questo tema una priorità, tutte le altre nostre attività di evangelizzazione, di carità, ne risentiranno». Tradotto, la perdita di credibilità sarà così forte da mettere in pericolo l’esistenza stessa, anche economica, dell’episcopato statunitense.

Sul tavolo di Bergoglio però non c’è solo la documentazione di quello che succede oltre oceano, anche dalla Germania arriva un vento di denuncia. Il 25 settembre prossimo durante la prossima Assemblea episcopale tedesca che si terrà a Fulda, verrà presentato un rapporto che si preannuncia scioccante.Si tratta di 3677 casi di abusi avvenuti tra il 1946 e il 2014. Gli autori sono 1670 tra sacerdoti e religiosi in genere. Le vittime avevano al massimo 13 anni.

Il contenuto del rapporto è stato anticipato dai settimanali Die Zeit e Der Spiegel suscitando l’imbarazzo e il rammarico dei cardinali tedeschi che certo non avrebbero voluto consegnare altro materiale infiammabile all’opinione pubblica.

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