9 MORTI, 4 DISPERSI E OLTRE 150 SFOLLATI

«Faremo tutto il possibile, tutto quello che è necessario. Vi abbracciamo tutti e vi siamo vicini, contate su di noi. È un disastro», sono state queste le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi arrivato nelle Marche, insieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio per fare visita alla zona alluvionata. Nella frazione di Pianelle, Draghi ha incontrato il presidente della Regione, il prefetto di Ancona, il capo dei Vigili del Fuoco e il sindaco di Ostra. Poi nel Comune di Ostra c’è stata una riunione operativa con il coordinamento dei soccorsi e le autorità locali. La Prefettura di Ancona ha confermato in una nota che sono 9 i morti accertati dopo l'ondata di maltempo che ha travolto le Marche. Due di loro non sono stati ancora identificati. I dispersi, si legge sempre nel comunicato, sono quattro: tra questi due sono bambini. Uno, di 8 anni, era scivolato via dalle braccia della mamma, poi salvata dai vigili del fuoco nei pressi di Ostra; e una di 17 anni, e non si trova come sua madre. Sempre secondo la prefettura “sono 50 i feriti e circa 150 i soggetti sfollati che, allo stato dei dati, non possono rientrare nelle proprie abitazioni; la maggior parte di queste persone si trova nel comune di Senigallia, ma il numero è in crescita”. Le zone più colpite sono state il Senigalliese, in provincia di Ancona, e l'Alto Pesarese, al confine con l'Umbria.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e stanziato 5 milioni per i primi interventi. La sottosegretaria con delega allo Sport Valentina Vezzali, marchigiana di Jesi, ha espresso «un sentito ringraziamento al governo per aver prontamente accolto la richiesta del presidente della Regione Acquaroli di concedere lo stato di calamità. La telefonata del Capo dello Stato al governatore delle Marche testimonia l’attenzione delle Istituzioni verso la nostra regione così inaspettatamente e duramente colpita». Parole di sostegno sono arrivate da tutti gli esponenti politici e istituzionali.

«Sono stati momenti di terrore, con quantitativi di acqua veramente straordinari: in qualche ora ha piovuto un terzo di quello che mediamente piove in un anno intero in queste zone e in alcuni punti ha piovuto il doppio di quanto piove nel periodo estivo». È il quadro fatto dal capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, anche se non si placano le polemiche dei sindaci dei comuni interessati che lamentano di non essere stati allertati.