«Sono intervenuta molte volte in quest’aula, da deputato e da ministro», con «un sentimento di emozione e di profondo rispetto. Vale a maggior ragione oggi che mi rivolgo a voi da Presidente del Consiglio. È una grande responsabilità per chi quella fiducia deve meritarsela e per chi deve concederla. Sono i momenti fondamentali della nostra democrazia alla quale non dobbiamo mai mai assuefarci». Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgio Meloni, intervenendo alla Camera. «Tra i tanti pesi che oggi sento gravare sulle mie spalle oggi» c'è quello di essere «la prima donna capo del governo di questa nazione. Quando mi soffermo sulla portata di questo fatto» sento «la responsabilità che ho nei confronti che di tutte quelle donne che attraversano difficoltà per affermare il loro talento» prosegue Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri.

Giorgia Meloni, l'Ucraina e Putin: il discorso

«La guerra ha aggravato la situazione già molto difficile causata dagli aumenti del costo dell’energia e dei carburanti. Costi insostenibili per molte imprese, che potrebbero essere costrette a chiudere e a licenziare i propri lavoratori, e per milioni di famiglie che già oggi non sono più in grado di fare fronte al rincaro delle bollette. Ma sbaglia chi crede sia possibile barattare la libertà dell’Ucraina con la nostra tranquillità». Giorgia Meloni lo sottolinea nel suo discorso di fiducia alla Camera. «Cedere al ricatto di Putin sull’energia non risolverebbe il problema, lo aggraverebbe aprendo la strada ad ulteriori pretese e ricatti, con futuri aumenti dell’energia ancora maggiori di quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi», avverte Giorgia Meloni. Sui passaggi dedicati alle Forze Armate e alla lotta del popolo ucraino di Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera, anche i deputati del Terzo Polo si sono uniti all’applauso della maggioranza, che ha fatto scattare la standing ovation per la premier. Qualche sparuto deputato del Pd, come Lia Quartapelle sul ringraziamento alle forze armate, ha battuto le mani alla Meloni.

I ringraziamenti di Giorgia Meloni

«Il mio ringraziamento più sentito non può non andare al popolo italiano: a chi ha deciso di non mancare l’appuntamento elettorale e ha espresso il proprio voto, consentendo la piena realizzazione del percorso democratico, che vuole nel popolo, e solo nel popolo, il titolare della sovranità...» dichiara Giorgia Meloni nel suo intervento alla Camera. «Con il rammarico, però -ha avvertito- per i moltissimi che hanno rinunciato all’esercizio di questo dovere civico sancito dalla Costituzione». «Cittadini che reputano sempre più spesso inutile il loro voto, perché, dicono, tanto poi decidono altri, decidono nei palazzi, nei circoli esclusivi... E, purtroppo, spesso è stato così negli ultimi 11 anni, con un susseguirsi di maggioranze di governo pienamente legittime sul piano costituzionale, ma drammaticamente distanti dalle indicazioni degli elettori». «Noi oggi - ha assicurato - interrompiamo questa grande anomalia italiana, dando vita ad un governo politico pienamente rappresentativo della volontà popolare».

I doveri del Governo secondo Giorgia Meloni

«Come è stato possibile che un processo di integrazione nato come Comunità del carbone e dell’acciaio nel 1950 si ritrovi a distanza di più di 70 anni -e dopo aver esteso a dismisura le materie di propria competenza- a non avere soluzioni efficaci proprio in tema di approvvigionamento energetico e di materie prime? Chi si pone questi interrogativi non è un nemico o un eretico, ma qualcuno che vuole contribuire a una integrazione europea più efficace nell’affrontare le grandi sfide che l’attendono, nel rispetto di quel motto fondativo che recita ’Uniti nella diversità’» ha affermato Giorgia Meloni, nel suo intervento alla Camera. «Perché -ha aggiunto la premier- è questa la grande peculiarità europea: Nazioni con storie millenarie, capaci di unirsi, portando ciascuna la propria identità come valore aggiunto. Una casa comune europea vuol dire certamente regole condivise, anche in ambito economico-finanziario. Questo Governo rispetterà le regole attualmente in vigore e nel contempo offrirà il suo contributo per cambiare quelle che non hanno funzionato, a partire dal dibattito in corso sulla riforma del patto di stabilità e crescita». «Una casa comune europea vuol dire certamente regole condivise, anche in ambito economico-finanziario. Questo Governo rispetterà le regole attualmente in vigore e nel contempo offrirà il suo contributo per cambiare quelle che non hanno funzionato, a partire dal dibattito in corso sulla riforma del Patto di stabilità e crescita. Per la sua forza e la sua storia l’Italia - conclude Meloni- ha il dovere, prima ancora che il diritto, di stare a testa alta in questi consessi internazionali. Con spirito costruttivo ma senza subalternità o complessi di inferiorità, come troppo spesso è accaduto durante i Governi della sinistra, coniugando l’affermazione del nostro interesse nazionale con la consapevolezza di un destino comune europeo. E occidentale».

Giorgia Meloni alla Camera: «Chi dice di voler vigilare sull'Italia, manca di rispetto al nostro Paese»

«Negli ultimi giorni in parecchi hanno detto di voler vigilare sul nostro paese, direi che possono spendere meglio il loro tempo. In quest’aula ci sono valide e battagliere forze di opposizione in grado far sentire la loro voce senza soccorso esterno, mi auguro». Chi sostiene di voler vigilare sull’Italia «manca di rispetto non a me o al mio governo ma al popolo italiano, che non ha lezioni da prendere da nessuno». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera per la fiducia.

Giorgia Meloni: «Corruzione male da estirpare»

«Le imprese chiedono soprattutto meno burocrazia, regole chiare e certe, risposte celeri e trasparenti. Affronteremo il problema partendo da una strutturale semplificazione e deregolamentazione dei procedimenti amministrativi per dare stimolo all’economia, alla crescita e agli investimenti. Anche perché tutti sappiamo quanto l’eccesso normativo, burocratico e regolamentare aumenti esponenzialmente il rischio di irregolarità, contenziosi e corruzione, un male che abbiamo il dovere di estirpare. Abbiamo bisogno di meno regole, ma chiare per tutti. E di un nuovo rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, perché il cittadino non si senta parte debole di fronte ad uno stato tiranno che non ne ascolta le esigenze e ne frustra le aspettative» ha affermato Giorgia Meloni, nel suo intervento alla Camera.

Giorgia Meloni chiarisce: «Mai avuto simpatie per il fascismo»

«E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso. Esattamente come ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre». Così Giorgia Meloni, in un passaggio del suo intervento in Aula, alla Camera. «I totalitarismi del ’900 - sottolinea - hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei. E l’orrore e i crimini, da chiunque vengano compiuti, non meritano giustificazioni di sorta, e non si compensano con altri orrori e altri crimini. Nell’abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta».

Giorgia Meloni cita anche Giovanni Paolo II

«Nel giorno in cui il nostro Governo ha giurato nelle mani del Capo dello Stato, ricorreva la memoria liturgica di Giovanni Paolo II. Un Pontefice, uno statista, un santo, che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente. Mi ha insegnato una cosa fondamentale, della quale ho sempre fatto tesoro. ’La libertà’ diceva ’"non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell’avere il diritto di fare ciò che si deve". Io sono sempre stata una persona libera, per questo intendo fare ciò che devo», conclude il suo intervento.

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