IL RAPPORTO DELLA PROCURA GENERALE UCRAINA

Una strage di innocenti che va avanti da oltre tre mesi: sono 318 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell’invasione russa del Paese. 581 i feriti di cui alcuni in modo grave. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 2.000 istituzioni educative, 208 delle quali sono andate completamente distrutte.

La massiccia offensiva russa in corso negli ultimi giorni nelle regioni del Donbass farà senz’altro lievitare queste tragiche cifre. Nelle città sono migliaia i civili rimasti in trappola e i combattimenti si fanno ogni giorno più feroci con l’esercito di Kiev che sta progressivamente perdendo il controllo del territorio.

«Ogni giorno vengono uccisi in Donbass fra 200 e 500 soldati ucraini e un numero significativo di militari rimane ferito». Lo ha dichiarato David Arakhamia, uno tra i principali consiglieri del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e responsabile dei negoziati con la Russia. Secondo il funzionario, ogni giorno tra 200 e 500 militari ucraini perdono la vita in azione: una stima assai superiore rispetto a quella fornita all’inizio di questo mese dal presidente Zelensky, che aveva invece stimato sino a un centinaio di decessi tra le forze armate ogni giorno. Arakhamia ha dichiarato al sito web statunitense «Axios» che l’Esercito ucraino ha reclutato un milione di uomini, ed è in grado se necessario di reclutarne altri due milioni. Il funzionario ha ribadito però che le forze ucraina scontano una grave carenza di armamenti e munizioni.

Quanto alla possibilità di negoziati con la Russia, Arakhamia ha dichiarato che «la nostra posizione negoziale al momento è piuttosto debole, e non vogliamo sederci al tavolo delle trattative da questa posizione. Dobbiamo ribaltare il quadro in qualche modo». Questa settimana Arakhamia ha guidato una delegazione del governo ucraino a Washington per sollecitare la Casa Bianca e il Congresso Usa ad accelerare gli invii di armi all’Ucraina, e a classificare la Russia uno Stato sponsor del terrorismo.

D’altra parte i russi sono riusciti a isolare i centri urbani, specialmente la strategica Sverodonetsk e hanno “bucato” il fronte in sette diversi punti. Anche l’invio di armi da parte degli alleati occidentali sembra non poter arrestare il predominio russo.

Intanto sul fronte “diplomatico” russo si registra l’ennesimo attacco verbale di Dimitri Medvedev ai leader europei, stavolta.

Dopo aver detto di voler vedere gli occidentali «sparire dalla faccia della Terra, l’ex delfino di Putin stavolta se la prende con il trio Draghi- Macron- Schulz: il successo della visita a Kiev e la compatezza dei leader nel sostenere l’Ucraina non hanno aiutato l’umore: «Agli europei, grandi mangiatori di rane, salsicce e spaghetti, piace visitare Kiev.

Inutilmente. Hanno promesso l'adesione dell'Ucraina all'Ue e obici datati, si ubriacano di horilka ( vodka ucraina, ndr), tornano a casa in treno, come cento anni fa', ha scritto su Twitter il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo,