IL SEME DELLA SPERANZA

Gli studenti che hanno ricominciato la scuola in questo infinito lockdown portano con loro il ricordo di un’estate strana, passata con gli amici certo, divertita e divertente come sempre dovrebbe essere, ma anche ricca di incognite per il futuro, tra abitudini cambiate forse per sempre e la voglia di tornare a quella che chiamiamo normalità. Chissà quanti di loro si sono seduti di nuovo al loro banco, singolo e con le rotelline, che li rinchiude in una strana singolarità, volendo però raccontare ai propri compagni magari una lettura che potrebbe aver aperto una finestra di riflessione sul mondo che li circonda. Magari attraverso la scoperta di luoghi fantastici, dove elfi, nani, druidi e divinità dei mondi fantasy lottano per un’umanità migliore. Può essere successo tutto ciò, se le loro insegnanti hanno adottato come testo di narrativa in diversi istituti italiani di scuola media e superiori del biennio, Il seme della speranza( Wat son edizioni).

L’ultima fatica letteraria, pubblicata nel maggio scorso, di Emiliano Reali.

Blogger, scrittore e autore di libri per ragazzi ma non solo.

Quella di Reali è una parabola che lo ha portato alla professione di romanziere attraverso la vittoria a sorpresa del concorso nazionale, nel 2001, “Giovani parole”, indetto dalla scuola Holden di Torino. Da quel momento la strada dell’autore è stata tracciata, oltre alla produzione dedicata alle scuole infatti bisogna ricordare la raccolta di racconti, tradotta anche negli Stati Uniti, Sul ciglio del dirupo che negli States è diventata On the edge.

I temi affrontato dallo scrittore sono si declinati in forma di romanzo ma contengono sempre spunti di riflessione e comprendono i diritti umani, le questione ambientali, il rispetto della diversità ( Ad esempio nel racconto Se Bambi fosse trans). L’uso del registro fantasy è un modo per Reali di entrare in connessione con le giovani generazioni. Ma anche la possibilità di tornare al suo passato, come più volte dichiarato, a quella giovinezza che non dovrebbe mai essere dimenticata. Il romanzo di Reali inizia con la creazione di un universo generato da una divinità generosa ed elegante, Spyra, dalla sua mano sorgono due mondi quello degli Spiriti e quello delle Divinità.

L’armonia che vige in questi contesti è il contrario di ciò che succede sulla Terra dove incuria e indifferenza degli uomini ha portato Spyra a cambiare. Diventa essa stessa vittima della sua ira e delusione. Un’intensa ed emozionante avventura dove spiriti e altri personaggi dovranno trovare il modo di riportare la situazione al suo ordine primigenio.

Un’impresa non scontata che potrà avere successo se riusciranno ad affidare ai più giovani la possibilità di trovare un nuovo equilibrio. Il tema della speranza dunque, la non preclusione di un’altra possibilità, su questi temi di fondo si snoda la narrazione di Reali. Ma per non scrivere la parola fine alla sua esistenza l’umanità deve coltivare e alimentare la forza dell’amore ( che c’è in ogni individuo secondo l’autore). Non importa dunque il vincere o meno di una parte in conflitto se non si prefigura un orizzonte diverso. Un fantasy dunque ma potentemente ancorato alla nostra realtà, quella che viviamo tutti i giorni. Una chiave di lettura per le nuove generazioni e l’invito, posto con una scrittura gentile e rispettosa, a non girarsi dall’altra parte.

Forse anche un ritorno alla scuola come strumento di speranza, la fine di un periodo di paura e chiusura con la possibilità di apprendere cose nuove per cambiare l’esistente.

L’armonia di Spyra

IL ROMANZO CI MOSTRA LA CREAZIONE DI UN UNIVERSO GENERATO DA UNA DIVINITÀ GENEROSA ED ELEGANTE, SPYRA, DALLA SUA MANO SORGONO DUE MONDI QUELLO DEGLI SPIRITI E QUELLO DELLE DIVINITÀ DOVE REGNA ARMONIA MENTRE SULLA TERRA GOVERNANO L’INCURIA E INDIFFERENZA DEGLI UOMINI