Tensioni serie nella maggioranza. Molto serie. Ravvivate dall’ultima conferenza stampa virtuale di Giuseppe Conte, che ieri sera ha annunciato con una delle sue dirette facebook un nuovo decreto ancora non emanato. A criticare non tanto le misure annunciate, quanto il modo in cui vengono ormai comunicate al Paese è Italia viva, il partito di Matteo Renzi:  «Ci aspettano ancora giorni difficili. Noi rispettiamo le regole del Governo sulla quarantena. Ma il Governo rispetti le regole della democrazia», intima Renzi con un tweet pubblicato poco fa,  «si riunisca il Parlamento. E si facciano conferenze stampa, non show su Facebook: questa è una pandemia, non il Grande Fratello». «Le decisioni del Governo si rispettano, sempre. Anche quella di stasera», aveva scritto poche ore rima su twitter il presidente di Italia viva Ettore Rosato, «chiediamo però che la comunicazione istituzionale di Palazzo Chigi sia più rigorosa. Dirette Facebook a reti unificate, senza domande, hanno stancato. Questa è una drammatica epidemia, non il Grande Fratello». L’attacco di Renzi e Rosato scoperchia di nuovo la pentola delle frizioni fra il presidente del Consiglio e il suo predecessore a Palazzo Chigi, appunto. Una tensione politica archiviata, o almeno congelata, proprio in virtù dell’emergenza coronavirus. Anche se adesso sembrano solo un lontano ricordo, è impossibile dimenticare le polemiche sulla prescrizione, per esempio. Adesso, paradossalmente, il nuovo motivo di polemica fra Renzi e Conte rischia di essere proprio la visibilità acquisita dal premier con quella stessa emergenza coronavirus che aveva imposto la tregua fra alleati. E come forse è inevitabile, si ripete la dinamica dei giorni in cui la giustizia aveva dato l’impressione di poter addirittura costare la caduta di Conte: l’opposizione si trova d’accordo con Renzi. Anche per Giorgia Meloni, infatti, sono «intollerabili i metodi di comunicazione da regime totalitario utilizzati dal governo per l’emergenza coronavirus: dichiarazioni trasmesse in orari improbabili, con continui ritardi e attraverso la pagina personale di Giuseppe Conte su Facebook, come se in Italia non esistessero le istituzioni, la televisione di Stato e la stampa». Il presidente di Fratelli d’Italia aggiunge che «tutto questo non fa che peggiorare il senso di insicurezza, ansia e incomprensione da parte di tutti noi. Gli italiani non sanno quali attività saranno aperte e quali chiuse, perché nessuno ha visto uno straccio di decreto».