Immaginiamo che nella puntata finale di Masterchef il piatto da preparare non sia una torta a tre piani né una trota canadese con salsa di papaya e aghi di pino, ma un pitone birmano gigante di cinquanta e passa chili e quattro metri di lunghezza. Come lo preparereste? Ebbene é quello che potrebbe succedere in Florida: i bar, i ristoranti i remoti fast food a bordo autostrada potrebbero a breve aggiungere un nuovo piatto ai loro menú: pitone alla brace. Pitone alla griglia. Pitone marinato e via dicendo. Nel 1992, durante un uragano, una struttura specializzata per l’accoglienza del pitone birmano (che diversi cittadini compravano in veste di animale da compagnia e abbandonavano appena superava la lunghezza del proprio salotto) venne seriamente danneggiata e decine di esemplari fuggirono e trovarono la dimora ideale nelle paludi del parco nazionale di Everglades. Non esistendo un predatore naturale del pitone ed essendo i pitoni animali che si riproducono assai velocemente (una femmina di pitone durante un accoppiamento puó produrre cinquanta e piú uova), il pitone birmano é diventato il re incontrastato della fauna della Florida, facendo letteralmente a pezzi l’ecosistema che vigeva prima della sua comparsa. Giá negli ultimi anni novanta la popolazione di procioni era crollata del 99% e quella degli opossum del 98%. Le autoritá che gestiscono il Parco di Everglades iniziarono ad organizzare battute di caccia. Catturavano i pitoni maschi e gli piazzavano dei rilevatori di posizione. Questi pitoni Giuda, cosí soprannominati dagli stessi cacciatori, li conducevano direttamente dove stavano le femmine con le uova. Ma tali misure non fermarono la loro strisciante avanzata. E allora la FWC (Fish and Wildlife Conservation Commission) in collaborazione con il Dipartimento di Salute dello stato stanno compiendo analisi accurate per determinare le quantitá di mercurio presenti nell’organismo di un pitone birmano. “Il mercurio é un elemento presente in natura e nel parco Everglades é un elemento presente in dosi piú elevate del normale” racconta Mike Kirkland, manager del programma denominato Python Elimination Program, “Il mercurio si accumula nell’ambiente e dunque sará specialmente presente in chi occupa la cima della catena alimentaria: i pitoni”. Donna Kalil, una cacciatrice che ha catturato e ucciso con iniezione ben 473 pitoni, afferma che la loro carne bianca, quando commestibile puó risultare deliziosa.“É davvero squisita se cucinata come si deve” spiega. Primo: mettere la carne nella pentola a pressione e lasciarla cuocere finché diventa tenera. Poi aggiungere una salsa, del chili, o ripassarla in padella. Altre volte Donna Kalil la taglia a strisce e la fa essiccare. “Sarebbe una maniera magnifica di coinvolgere tutta la popolazione nella regolamentazione del numero di questa creatura magnifica, ma prima dobbiamo assicurarci che non sia nociva”. Si stima che il numero di pitoni unicamente nella riserva naturale di Everglades superi le decine di migliaia di esemplari: e i commensali delle tavole calde della Florida si stanno giá leccando i baffi.