L’episodio accaduto ieri alla stazione di Genova Principe, quando 27 persone diversamente abili, con i posti regolarmente prenotati, non hanno potuto viaggiare sul treno regionale fino a Milano perché chi li aveva occupati si è rifiutato di liberarli, ha scatenato il dibattito politico, con tanto di interrogazioni parlamentari. Il convoglio è arrivato in stazione con un ritardo di 40 minuti e a Genova sono saliti numerosi viaggiatori che hanno occupato tutti i posti, compresi quelli tenuti e rimasti fino a quel momento liberi per la comitiva di persone diversamente abili. A quel punto il personale di Trenitalia ha invitato le persone che avevano occupato i posti, tutte con regolare biglietto, a scendere, ma nessuno l’ha fatto. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, lo ha definito un episodio «totalmente esecrabile», tanto da chiamare il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, e definire un incontro in settimana, «perché lo sfondo di tutto questo è la necessità di programmare un servizio di treni interregionale, che dipende dal ministero». Tutti i partiti, nessuno escluso, hanno comunque condannato gli eventi, esprimendo più di una critica anche, e forse soprattutto, alla gestione dei fatti da parte di Trenitalia e della Polizia ferroviaria. Il punto è che, stando a quanto riportato dalla Polfer, nessuno degli agenti presenti è stato contattato da Trenitalia, che invece insiste nel dire di aver chiesto l’intervento, per poi provvedere a trovare un’alternativa alla comitiva facendola salire in un autobus sostitutivo. Se la leader di FdI, Giorgia Meloni, parla di «gesto miserabile» annunciando un’interrogazione «per arrivare a fondo di questa vergogna indegna di una Nazione civile», il M5S risponde con una nota del deputato ligure Sergio Battelli. «Quanto successo è di una gravità inaudita e denota inciviltà e meschinità - scrive l’esponente M5S - Trovo inoltre assurdo che il personale Trenitalia, insieme alla Polfer, non siano riusciti a far rispettare le regole: spero che venga fatta al più presto luce su questa vicenda aberrante e che i responsabili vengano individuati e denunciati». Di «vergogna» parla anche il numero uno della Lega, Matteo Salvini, che confessa di «non avere parole». Ma il Carroccio si è mosso in anticipo e ha già presentato la sua interrogazione. «Abbiamo presentato come Lega un’interrogazione ai ministri Lamorgese e Giovannini perché riteniamo doveroso un chiarimento sugli estremi di questa vicenda - sottolinea Luigi Augussori, senatore della Lega - Chiediamo al ministro Giovannini se non ritenga, come noi riteniamo, fondamentale mettere in atto azioni incisive per garantire i diritti dei passeggeri con disabilità e far sì che i trasporti siano, nei fatti, accessibili a tutti; chiediamo inoltre al ministro Lamorgese quali siano le motivazioni che hanno spinto la Polizia ferroviaria a non intervenire con risolutezza nella vicenda per affermare che le basilari norme di comportamento civile devono essere rispettate». Sul piede di guerra Assoutenti che ha depositato un esposto alle Procure di Genova e Milano, chiedendo un «daspo» a vita sui treni italiani per i passeggeri che non hanno lasciato i posti riservati ai disabili. A seguire Codacons ha fatto sapere di voler presentare denuncia/querela. Trenitalia, tramite la direttrice regionale della Liguria, Giovanna Braghieri, ha spiegato che le persone che non hanno voluto alzarsi dai posti riservati per il gruppo di disabili «avevano un regolare biglietto, che gli permetteva di viaggiare sia seduti che in piedi. I viaggiatori - ha affermato - sono stati controllati e possedevano un regolare biglietto. Ricordiamo che per viaggiare su un treno regionale è possibile acquistare un biglietto che permette di avere la garanzia del viaggio che può essere effettuato sia in piedi che seduto con il ritorno alla capienza al 100%. Abbiamo anche una app che permette, con una sorta di semaforo rosso, giallo e verde di monitorare lo stato di disponibilità dei posti a bordo per i viaggiatori che vogliono avere questo tipo di informazioni». I viaggiatori, a quanto spiegato da Braghieri, «sono stati invitati più volte dal nostro personale a lasciare liberi quei posti, sottolineando che erano riservati ad una comitiva di ragazzi disabili, ma nessuno si è alzato. La nostra richiesta non è stata minimamente accolta». A quel punto, secondo quanto ricostruito dalla direttrice regionale di Trenitalia, «è stato chiesto l’intervento della Polfer che era presente in stazione ma - ha aggiunto Braghieri - non sappiamo poi le scelte della Polfer da cosa siano state dettate».