Nel giorno in cui la Protezione civile si presenta alla stampa senza il suo capo, Angelo Borrelli, rimasto a casa a seguito di sintomi febbrili, continua a crescere il numero dei guariti: 1036 nelle ultime 24 ore - ieri erano stati 894 -, cifra che porta il totale a 9.362. E si abbassa il numero dei nuovi contagi - 3491 oggi contro i 3612 di ieri -, incremento che porta il totale degli attuali positivi a 57.521. Ma rimane alto anche il numero dei decessi: sono 683 i nuovi casi, un po' meno rispetto a ieri, quando a perdere la vita sono stati 743 pazienti, ma comunque una cifra impressionante, che porta il totale a 7.503 vittime. Tra i pazienti positivi, sono 30.920 le persone in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi e 3489 quelli in terapia intensiva. Quei 3491 casi in più rappresentano il numero di popolazione assistita, cioè l'incremento delle persone che rispetto al giorno precedente si trovano in isolamento domiciliare, terapia intensiva o strutture ospedaliere. A dare i numeri, in assenza di Borrelli, sono stati Agostino Miozzo, direttore del Dipartimento della Protezione civile e coordinatore del comitato tecnico scientifico e da Luigi D’Angelo, direttore operativo emergenze della Prociv.   https://www.youtube.com/watch?v=a5r-XsD0KMw     Borrelli - che attende l'esito del tampone - continua intanto a seguire da casa la gestione dell’emergenza. «Il Dipartimento continua nelle sue attività - ha affermato D’Angelo -, siamo vicini a Borrelli e a tutti i colleghi che sono a casa. Continueremo senza sosta e garantendo tutte le attività». «Le previsioni erano sostanzialmente quelle che stiamo vivendo. Siamo in una fase di apparente stabilizzazione - ha sottolineato Miozzo - consideriamo che l'attuale numero di nuovi casi sia coerente con il trend che la diffusione della malattia ha avuto nel Paese e questo ci fa pensare che è assolutamente indispensabile, se vogliamo vedere la curva stabilizzarsi e poi decrescere una decrescita, mantenere le rigorose indicazioni di distanziamento sociale. Il trend sembra rispondere alle indicazioni che abbiamo dato ma se si abbassa la guardia nei confronti di questa risposta forte da parte degli italiani quella curva potrebbe risalire». Ma serve pazienza e attendere almeno due settimane per avere risposte certe sui risultati delle misure prese dal governo. «Abbiamo messo in quarantena tutta la popolazione, anche gli asintomatici - ha aggiunto Miozzo -, ci aspettiamo che questo processo dia risultati positivi. Le indicazioni sembrano esserlo, ma non dobbiamo essere eccessivamente ottimisti e mantenere alta la guardia».