Una vita dedicata all’avvocatura. Anzi all’Avvocatura, quella con la A maiuscola, che in nome del Diritto mette udienze, processi e principi costituzionali prima di qualsiasi altra cosa. 

Gianni Zaganelli, decano degli avvocati umbri e Principe del Foro, è morto all’età di 89 anni nella sua Città di Castello, circondato dall’affetto dei suoi cari. In primis i figli Eugenio e Monica, anch’essi avvocati, e la figlia Paola. 

Penalista di fama nazionale, l’avvocato Zaganelli (figlio di Carlo e rappresentante di una vera e propria dinastia di legali di prim’ordine) incarnava i valori veri della città, la “sua” Città di Castello che amava tanto e per la quale si è speso anche attraverso l’impegno nelle istituzioni quale consigliere comunale nel partito socialista e regionale nel Psdi, nelle associazioni, la Libera Caccia, la sua grande passione, nei club, in primis il Rotary di Città di Castello (di cui è stato fra i fondatori) e nella realtà locale con altri importanti ruoli.

«Non è stato una comparsa ma una figura di riferimento per tutti noi – dice al Dubbio Carlo Orlando, presidente del Coa di Perugia – Conoscevo molto bene l’avvocato Zaganelli così come conosco figli e nipoti: è stata una figura di spicco nel panorama forense, peraltro non soltanto regionale, e nel ricordarlo voglio valorizzare quella che è stata un’etica professionale rotonda, una dedizione alla professione senza eguali e un approccio caratterizzato da grande umanità».

Fra i più apprezzati a livello nazionale, l’avvocato Zaganelli ha scritto pagine di storia indelebili nelle aule giudiziarie in numerosi eventi fra cui i maxi-processi di Messina e Palermo nei confronti del “racket”, quelli sui sequestri di persona (Guglielmi, Marelli, De Megni), su crimini di stampo mafioso e azioni terroristiche, oltre naturalmente ai procedimenti giudiziari in merito ai più gravi fatti di cronaca locale. Prima di intraprendere gli studi universitari l’avvocato ha cullato il sogno di una carriera nell’aviazione come pilota aereonautico ed ha preso, giovanissimo, il brevetto. Fu la madre a convincerlo a dedicarsi agli esami di diritto pubblico e penale per poi avviarsi ad una carriera importante avendo sempre a fianco nella professione la moglie Franca, i figli Monica ed Eugenio ed il nipote Giacomo che ora guidano lo studio legale con lo stesso piglio e preparazione.

Fu insignito con la prestigiosissima onorificenza di Commendatore dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana a soli 39 anni, il più giovane in Italia.  «L’avvocato Gianni Zaganelli ha rappresentato tanto per la nostra città per le la sua storia, le tradizioni, la sua gente che ha portato sempre nel cuore ed ha custodito con orgoglio e senso di appartenenza in tutte le attività che ha svolto con professionalità e dedizione – si legge in una nota a firma della giunta comunale, guidata dal sindaco Luca Secondi, e del presidente del Consiglio comunale, Luciano Bacchetta – Ci mancheranno tanto la sua presenza e i suoi insegnamenti, che dovranno guidarci nel nostro agire quotidiano: non lo dimenticheremo».

«Con la scomparsa dell’avvocato Giovanni Zaganelli se ne va un pezzo di storia della nostra regione, un “principe del foro” impegnato in politica e nella società – scrive la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia e alla comunità tifernate – Zaganelli era figlio di un tempo generoso fatto di grandi valori e di impegni massicci, che però non lo hanno mai portato lontano dal suo territorio, che anzi ha sempre trattato con cura e attenzione, dedicandogli tempo e impegno. I suoi insegnamenti lasciano un vuoto, ma ci forniscono anche l’occasione per seguirli e onorarli, dedicando tempo e cura alla comunità umbra tutta». 

«Gianni Zaganelli è stato innanzitutto un protagonista davvero rilevante dell'Avvocatura. Non solo nel Foro perugino ma anche a livello nazionale, confermando e rafforzando solidissime tradizioni familiari – a dirlo è Walter Verini, senatore Pd – Gianni è stato anche un protagonista della politica e nelle istituzioni umbre: nel Consiglio regionale e in Consiglio Comunale a Città di Castello. Qui, per diversi anni, sono stato testimone di quanto Gianni riuscisse a tenere insieme la passione politica di socialista democratico con la competenza giuridica e il senso delle istituzioni. Confrontarsi con lui era davvero bello e stimolante. Gianni Zaganelli è stato tante altre cose, sia a livello nazionale che nell'ambito locale. Per me è stato anche un amico e porteró con me tanti momenti - anche di incoraggiamento e sostegno - che non mi faceva mancare. Alla signora Franca, ai figli Monica, Eugenio e Paola vanno la mia vicinanza e le mie condoglianze».