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«Noi garantisti». Bonelli e Fratoianni vicini a Soumahoro. Ma è ancora scontro

bonelli soumahoro
Il leader dei Verdi ha ringraziato «i magistrati che stanno svolgendo questa attività». Ma per l'italo-ivoriano non è prevista alcuna sospensione dal partito
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Nessuna sospensione né espulsione previste per Aboubakar Soumahoro. Questo perché, a detta del leader dei Verdi, Angelo Bonelli, «siamo un’alleanza che fa del garantismo un principio importante». Al di là delle polemiche di queste ore il punto fermo è che Verdi e Sinistra italiana non abbandonano il deputato italo- ivoriano, almeno fino a oggi.

«C’è una questione politica su cui è necessario e urgente il confronto con Aboubakar che deve delle spiegazioni non solo a noi ma anche a chi ci ha votato e stiamo sollecitando affinché questo incontro si svolga il più rapidamente possibile», ha detto ieri Bonelli, anche se l’incontro poi non si è concretizzato. Bonelli ha anche smentito un suo pentimento sulla candidatura di Soumahoro, ribadendo tuttavia la necessità di un chiarimento «per fare una valutazione rispetto a fatti gravi accaduti e che stanno emergendo dall’attività giudiziaria».

Il leader dei Verdi ha poi ringraziato «i magistrati che stanno svolgendo questa attività» sottolineando che «il tema dello sfruttamento dei migranti è una questione che non ci può lasciare assolutamente indifferenti, anzi ci indigna, e da questo punto di vista siamo assolutamente schierati da una parte con l’autorità giudiziaria e dall’altra dalla parte con chi ha subito sfruttamento».

A ribadire la necessità di un confronto è anche Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana. «Io penso che si debba sempre tenere distinta, in molto netto, la vicenda giudiziaria, dalla dimensione della politica che riguarda le questioni del diritto del lavoro». Specificando che riguardo alla prima «da quel che leggiamo pare che neanche lo coinvolga direttamente e comunque sul terreno giudiziario lavora la magistratura, lavora chi fa le indagini, non interviene per quel che mi riguarda, almeno direttamente, il dibattito politico» . Mentre sulla seconda spiega di ritenere «giusto avere un confronto diretto», dopo il quale «ognuno farà delle valutazioni».

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