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Mottarone, verso l’accordo tra i legali nel caso del piccolo Eitan

Svolta nella vicenda del bimbo italo-israeliano sopravvissuto alla strage della funivia: il nonno, accusato di sequestro, sarebbe pronto a patteggiare
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Pace in vista, almeno dal punto divista della giustizia penale, nella famiglia di Eitan, unico sopravvissuto alla strage della funivia. C’è l’accordo tra i legali del nonno Peleg e quelli del bambino, con l’ok, della Procura, per arrivare al patteggiamento. Peleg, accusato del sequestro del superstite del Mottarone, patteggerà una pena con risarcimento al bimbo probabilmente già nella prossima udienza del 13 dicembre.

La notizia è trapelata a margine dell’udienza preliminare che si è aperta davanti al giudice di Pavia Pietro Balduzzi e vede imputati il nonno e il presunto complice, Gabriel Alon Abutbul, per il rapimento avvenuto l’11 settembre 2021 quando Eitan fu prelevato dalla casa della zia paterna a Travacò, nel Pavese, e portato in Israele. L’immagine del “nipote contro il nonno” non piace a nessuno, spiega l’avvocato Fabrizio Ventimiglia che per conto di Etain si è costituito parte civile contro Peleg .«Tutte le parti vogliono fare l’interesse del bambino – spiega l’avvocato prima di entrare in aula – . Questo in un’aula di giustizia si può concretizzare con un risarcimento che lo aiuti a crescere sereno e a studiare. Come sta? Si sta riprendendo seguendo dei percorsi di cura».

La svolta sembra soddisfare anche l’ex zia tutrice Aya protagonista di una strenua contesa contesa col nonno del piccolo. «La prospetiva del patteggiamento è positiva perché, se dovesse patteggiare, significherebbe un’ammissione di responsabilità del reato contestato di sottrazione di minore – afferma l’avvocato Emanuele Zamalda che rappresenta la zia, ammessa come parte civile -. Oggi il giudice ha accolto la richiesta di rinvio a dicembre per dare la possibilità alle parti di definire il patteggiamento». Il legale precisa che eventuali danni a favore di Aya saranno chiesti con una separata azione civile. A chi gli fa notare che il patteggiamento, codice alla mano, non sarebbe un’ammissione di responsabilità, ribatte: «È comunque una condanna che ha i suoi effetti penali». Eitan vive con la famiglia di Aya, diventata tecnicamente “collocataria”, inattesa che si definisca il procedimento per la sua adozione.

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