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«La Bibbia dice che l’omosessualità è un abominio». Bufera su Lucio Malan

Ira dem per le parole sulle nozze gay del senatore di Fratelli d'Italia. Che replica: «Criticato per cose che non ho detto»
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Sulla Bibbia c’è scritto che i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono vietati? «C’è scritto di peggio, ed in modo anche più esplicito. Non sui matrimoni ovviamente, a cui nessuno aveva pensato duemila anni fa». E cosa ci sarebbe scritto nella Bibbia su questo tema? « C’è scritto che l’omosessualità è un abominio, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento».

È bufera sul capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, a causa delle sue dichiarazioni sui matrimoni omosessuali rilasciate alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, dove l’esponente del partito di Giorgia Meloni ha ribadito il suo no alle nozze Lgbt, citando anche la Bibbia.

Ma dopo le aspre critiche arrivate dall’opposizione (Pd in primis) nei confronti di Malan, in Fratelli d’Italia si alza una voce a sostegno del senatore. Ed è quella di Klevis Gjoka, omosessuale dichiarato e vicepresidente del Circolo «Pirandello» di Fratelli d’Italia a Milano. «Non credo che il senatore Malan abbia ragione alcuna di scusarsi», dice Gjoka, intervistato dall’Adnkronos. Per il giovane militante di Fdi, il capogruppo meloniano «non ha offeso la sensibilità di nessuno ribadendo un concetto sacrosan«to, ovvero che l’istituzione del matrimonio nasce come istituzione religiosa ed è pertanto da sempre eterosessuale per definizione». «Questo – puntualizza – non significa che le coppie omosessuali debbano avere o abbiano meno diritti di fronte alla legge».

Malan, da parte sua, punta il dito contro i suoi “accusatori”, all’opposizione, che avrebbero travisato le sue parole. «Al conduttore della trasmissione che mi chiedeva come mai fossi contrario al ddl Zan, visto che la chiesa valdese di cui sono membro è favorevole – spiega – ho risposto che la chiesa valdese è fondata sulla Bibbia, che è molto severa sull’omosessualità. E su specifica richiesta del conduttore ho citato, come esempio Levitico 18:22. La prossima volta, per evitare problemi di comprensione a chi mi ha attaccato, mi limiterò a citare il numero del versetto. E ricordo anche a tutti costoro, sempre pronti a parlare di laicità dello Stato, forse senza sapere di cosa parlano, che riconoscere giudizi morali di una religione, non significa volerli applicare per legge o non rispettare coloro che li infrangono. Il Cristianesimo insegna proprio il contrario. Mi sono sempre battuto per la libertà religiosa, e per la libertà sessuale delle persone. Libertà che vanno garantite in Italia e promosse nel mondo. Spesso la sinistra se ne è dimenticata», conclude l’esponente di Fdi.

Ma per Monica Cirinnà, responsabile nazionale Pd Diritti, le parole di Malan «sono lame affilate nelle vite di ragazze e ragazzi LGBT+ vittime di discriminazioni. Usare la Bibbia per colpirle è il vero abominio. Parole fuori dalla storia e dalla civiltà. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni le condanni subito». «In uno Stato laico il legislatore deve essere laico. Si può essere contrari alle unioni civili ma definire l’omosessualità un abominio perché lo dice la Bibbia (che lascerei fuori dal dibattito politico) è davvero grave, soprattutto se pronunciate da chi siede tra i banchi di una assemblea legislativa. Mi auguro che Fdi si dissoci dalle parole del presidente Malan», dice la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi. Mentre Mara Carfagna chiosa: «Grazie Malan per aver spiegato perfettamente perché sono in Azione e non più con voi. Nel 2022 chi definisce l’omosessualità un abominio è fuori dal tempo e dalla storia».

 

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