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Ergastolo ostativo, l’avvocato Araniti: “il decreto legge del governo Meloni è incostituzionale”

Secondo l'avvocatura dello Stato ci sono dunque i presupposti per la remissione degli atti del procedimento alla Corte di Cassazione, che aveva sollevato la questione davanti alla Consulta. La decisione è prevista nel tardo pomeriggio di oggi o al massimo domani
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C’è molta attesa per la decisione della Corte Costituzionale in merito all’ergastolo ostativo. Stamattina la materia è stata affrontata come prima causa dai giudici costituzionali. Relatore: Nicolò Zanon.

In meno di 45 minuti è terminata anche la discussione delle parti. Per l’ergastolano ostativo Salvatore Pezzino, in carcere dal 1984, ha parlato la sua avvocato Giovanna Araniti che ha chiesto che la Corte dichiari incostituzionale il decreto legge del Governo Meloni varato lo scorso 31 ottobre e comunque vigente in attesa della conversione rispetti i parametri costituzionali dettati dalla Corte nella sentenza 97/2021: esso rappresenta “morte del diritto alla speranza, spero invece che la Corte emetta una sentenza di illegittimità costituzionale che rappresenti il germoglio di un nuovo umanesimo. Il principio della riabilitazione della pena deve valere per tutti”. Ha proseguito: “Ci troviamo dopo 18 mesi senza una legge approvata dal parlamento ma con un decreto, proposto alle Camere come antidoto”. Ma quel decreto, a parere della legale, non ha “i presupposti per la decretazione d’urgenza”.

Inoltre alla luce del nuovo testo, “credo -ha aggiunto – che la questione sollevata dalla Corte di Cassazione rimanga”. Di parere diverso l’avvocato dello Stato Ettore Figliolia: “credo che il legislatore governativo sia stato pedissequo con quanto richiesto dall’ordinanza della Consulta” con la sua ordinanza del 2021. Pertanto il nuovo decreto legge, secondo il legale, è da ritenersi “legittimo”.

Secondo l’avvocatura dello Stato ci sono dunque i presupposti per la remissione degli atti del procedimento alla Corte di Cassazione, che aveva sollevato la questione davanti alla Consulta. La decisione è prevista nel tardo pomeriggio di oggi o al massimo domani.

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