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La nave ong Humanity al porto di Catania, ma non tutti possono sbarcare

Ventiquattro profughi restano bloccati a bordo dell'imbarcazione. Soumahoro (Verdi/Sinistra): «È uno sbarco selettivo. Vergogna»
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Uno «sbarco selettivo». È questa la denuncia di Aboubakar Soumahoro,  deputato dell’alleanza Verdi e Sinistra, dal porto di Catania dove è attraccata la nave Humanity 1 con 179 naufraghi a bordo. Non tutti i migranti infatti sono stati sono stati fatti sbarcare. Al termine dell’ispezione del personale italiano per individuare fragili, donne e bambini, 24 persone sono rimaste bloccate a bordo della nave, «uomini adulti, senza problemi medici», spiegano dalla ong.

«In questo momento al porto di Catania è in corso uno sbarco selettivo. Corpi consumati di naufraghi già sfiniti da freddo, stanchezza, traumi e torture sono considerati, per volontà del governo di Giorgia Meloni, degli oggetti. Una vergogna!», twitta indignato Soumahoro.

Ma cosa dovrebbe fare la nave con le persone a cui è stato impedito di sbarcare? Tornare in mare aperto? «Non sono io il capitano, non decido io, ma lasciare il porto di Catania se non dovessero sbarcare tutti i migranti che sono a bordo della nave sarebbe illegale, perchè sono tutti profughi». Lo ha detto Petra Krischok, portavoce di Sos Humanity. «I primi a sbarcare – ha confermato – sono stati minorenni e bambini piccoli accompagnati dalle madri. I controlli sono ancora in corso, ma Catania non ci è stato assegnato come porto sicuro».

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