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«Noi avvocati ucraini in campo per aiutare le donne violentate dagli invasori»

Intervista a Anastasiia Didenko, avvocata di LCF Law Group, impegnata come volontaria nel progetto "JurFem: support"
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«Ogni giorno ci sono nuove opportunità per fare volontariato nell’Ucraina in guerra». È quanto afferma Anastasiia Didenko, avvocata di LCF Law Group, che, dopo l’aggressione russa, ha deciso di impegnarsi come volontaria dell’UBA (Ukrainian Bar Association) nel progetto “JurFem: support”. Un lavoro complesso e delicato il suo: consiste nel fornire anche sostegno legale e psicologico alle vittime di violenza sessuale in questo periodo di guerra e di sistematica violazione dei diritti. Il pensiero va subito a otto mesi fa. «Il 23 febbraio scorso – racconta al Dubbio l’avvocata Didenko – ho partecipato ad un forum legale. La sera, dopo gli impegni lavorativi, ho avuto ospiti a casa per mettere alle spalle le fatiche della giornata. Qualche momento di spensieratezza, senza poter immaginare a quello che sarebbe successo. Il giorno successivo, infatti, tutto è cambiato. La mattina del 24 febbraio mi sono svegliata con il rumore di un’esplosione. Mi sono chiesta: possibile che nel ventunesimo secolo ci sia la guerra?».

Avvocata Didenko, cosa l’ha spinta a dedicarsi alle attività di volontariato promosse dall’UBA?

Ho capito subito che volevo essere utile e non potevo stare da parte. Tutto è iniziato con la fornitura di aiuti alimentari alla popolazione. Successivamente, nei centri di smistamento è iniziata la raccolta fondi e l’invio del materiale utile ai soldati impegnati al fronte. Le donazioni sono aumentate grazie al sostegno di tante persone all’estero.

Adesso su quali progetti sta lavorando?

Sono impegnata nel progetto dell’Ordine degli avvocati ucraino denominato ‘ JurFem: support’. È una forma di volontariato legale, se così possiamo definirla. Riguarda la raccolta di denaro per l’acquisto di articoli tattici necessari, elmetti, medicinali, dispositivi vari. Inoltre, aiuto ad organizzare la consegna di prodotti per l’infanzia per le famiglie che ne hanno bisogno. Quando è possibile, organizziamo la consegna di cibo alle persone che si trovano nei territori dove sono in corso i combattimenti.

Il progetto al quale sta lavorando è particolarmente impegnativo?

Certo. Fornisco supporto legale per i miei connazionali che sono andati all’estero, sulla mobilitazione o smobilitazione del personale militare, sulla realizzazione di video e servizi fotografici per documentare i danni causati dall’aggressione russa. È un lavoro che provoca anche forti emozioni e dolore per quanto sta accadendo. “JurFem: support” mira ad aiutare le vittime di violenze sessuali e molestie sessuali. L’assistenza che forniamo è gratuita. Nell’ambito di questa iniziativa, stiamo collaborando con la struttura UN-Women e l’Ufficio del vice-primo ministro ucraino per provare che le violenze sessuali sono un crimine di guerra. L’obiettivo è che in futuro la documentazione prodotta possa essere utilizzata contro la Federazione Russa anche davanti alla giustizia internazionale. Alla fine dello scorso maggio ho condotto un webinar sulle ‘violenze sessuali legate ai conflitti’. In “JurFem: support”, con altre colleghe ed esperti, abbiamo creato una rete in cui condividiamo le informazioni riguardanti le vittime di violenze sessuali durante la guerra. Inoltre, supportiamo coloro che hanno ricevuto le confidenze delle vittime di questi abominevoli reati.

Supportare le vittime di violenza è emotivamente difficile. Come riesce a mantenere calma e distacco in questo delicato lavoro?

Per fornire il migliore supporto abbiamo partecipato a seminari specifici con la presenza di uno psicologo. Ci ha fornito una serie di raccomandazioni ed istruzioni per lavorare con le persone vittime di violenza. È importante creare la massima empatia con chi ha vissuto determinati episodi, creare un rapporto di fiducia. Cerco di trattenere le mie emozioni per essere il più utile possibile.

Come concilia le attività di volontariato con il lavoro nello studio legale LCF Law Group?

Ventiquattro ore al giorno spesso non bastano. È importante saper organizzare al meglio il tempo che si ha a disposizione. L’attività di volontariato adesso la concentro nel fine settimana, quando si organizzano le raccolte di fondi. Nei centri di volontariato aiuto a smistare vestiti e cose varie che provengono dall’estero o sono donate dagli stessi ucraini. Recentemente abbiamo raccolto denaro per i militari nella regione di Kharkiv per riparare alcuni mezzi.

Un giorno la guerra finirà. L’Ucraina punta alla vittoria e a scacciare l’invasore. Quali progetti vorrebbe realizzare quando ritornerà la pace?

Con la fine della guerra e con la nostra vittoria vorrò rivedere le tante persone care che si trovano in diverse parti dell’Ucraina e all’estero. Cosa farò? Aiuterò il mio paese nella ricostruzione. Voglio contribuire alla rinascita dell’Ucraina. Per quanto riguarda il volontariato, sono determinata a proseguire anche dopo la guerra. Ho intenzione di continuare a conciliare il lavoro in LCF con le iniziative che già mi vedono impegnata. A partire dal sostegno in favore delle vittime di violenza sessuale.

 

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