Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Il rebus sottosegretari che Giorgia Meloni vuole risolvere alla svelta

Meloni sottosegretari
Fratelli d’Italia vorrebbe completare la squadra entro il fine settimana ma gli alleati alzano la posta
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Alcuni sono già certi del posto, altri pensano di avere già un piede nei palazzi, altri ancora sperano nel ripescaggio dell’ultimo minuto. È il grande gioco di viceministri e sottosegretari, i cui capitoli, come in Rayuela di Julio Cortazar, si possono leggere in fila oppure in disordine, mischiando nomi, incarichi e partiti. Chi vorrebbe andare spedito nella lettura è Fratelli d’Italia, che punta a completare la squadra di governo entro il fine settimana per potersi concentrare sulle prossime tappe del cammino parlamentare, decreto Aiuti ter in primis.

«Sono in corso delle interlocuzioni, il clima è ottimo – ha detto ieri Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI. Come Meloni ha dimostrato nella composizione del governo, si punta a chiudere tutto in tempi rapidi». Lo stesso Donzelli poi assicura gli alleati, che già stanno dando segno di impazienza. «Meloni ha già dimostrato che sarà veloce e che coinvolgerà tutti – insiste – C’è dialogo su tutto, non solo sulle caselle da riempire ma anche sui prossimi provvedimenti, che serviranno a dare una mano all’Italia».

I capitoli, per il principale partito della maggioranza, sono chiari. Si parte dal sottosegretario per l’attuazione del programma di governo, che risponde al nome di Giovanbattista Fazzolari. Poi Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia, come vice di Giancarlo Giorgetti al Mef con delega alle Finanze. Subito dopo ecco Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri, e Andrea Delmastro Delle Vedove come sottosegretario alla Giustizia.

Chi invece vorrebbe sparigliare il tavolo, cominciando la lettura magari dalla fine, cioè dai provvedimenti da approvare e poi dai sottosegretari da nominare, è Forza Italia. Tant’é che il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, ha frenato le ipotesi di innalzamento del tetto al contante. «I fatti vanno raccontati per quelli che sono e il tetto sul contante non è una priorità del governo – si è affrettato a precisare il fedelissimo di Berlusconi – Lo dimostra il fatto che Giorgia Meloni nel suo discorso programmatico non ne ha fatto menzione». Per poi specificare che «successivamente, in sede di replica, ha semplicemente risposto alla sollecitazione di una richiesta giunta dall’opposizione sulla proposta di legge della Lega».

Berlusconi i suoi capitoli li ha bene in testa: si chiamano Paolo Barelli, che andrà all’Interno con Piantedosi; Valentino Valentini, al quale andrà trovato un posto; Alberto Barachini, che al Mise si occuperà di Editoria. Rumors anche su Maurizio Casasco, in via XX settembre. Il capitolo più importante, quello al cui inizio il Cavaliere ha messo l’orecchio, come nelle pagine più importanti dei libri, appunto, è il viceministro della Giustizia. Lì vuole Francesco Paolo Sisto, e da lì non si schioda.

E la Lega? A proposito di libri (letti e non), Matteo Salvini spinge per Lucia Borgonzoni come sottosegretaria alla Cultura, ma si va anche verso la riconferma di Federico Freni all’Economia. Anche il Carroccio ha un capitolo preferito, il cui titolo è stato sottolineato per balzare immediatamente agli occhi quando Giorgia Meloni leggerà Rayuela. Il grande gioco della politica che le presenteranno gli alleati. È quello del suo vice, cioè colui che lo affiancherà alle Infrastrutture. Salvini vuole Edoardo Rixi, e pure lui, da lì, non si schioda.

Volendo chiudere entro la settimana, resta ancora qualche ora per finire il libro. Ciò da cui Meloni non vuole discostarsi è la ripartizione: la metà dei posti, giurano fonti di governo, andrà a FdI, l’altra metà sarà suddivisa tra gli alleati.

Le voci di corridoio dicono che si potrebbe chiudere già il 4 novembre, subito dopo il ponte di Ognissanti. Periodo perfetto, penserà la presidente del Consiglio, per finire un libro che è sul comodino già da troppo tempo. Sempre che gli alleati non spengano la luce.

 Meloni gongola mentre Conte e Renzi pensano a spolpare i fianchi dem

Ultime News

Articoli Correlati