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Meloni replica a Cucchi: «Carcere: condizioni di vita migliori, ma chi sbaglia paga»

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La premier si dice «contraria alla depenalizzazione». E sugli scontri alla Sapienza replica: «Non erano manifestanti pacifici»
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Una replica colpo su colpo quella del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, agli esponenti dell’opposizione che non le hanno risparmiato critiche nella discussione generale prima della fiducia a palazzo Madama che segna la fine del processo di nascita del nuovo esecutivo.

Meloni ha parlato di lavoro e politiche energetiche, di economia e salute. Ma soprattutto ha replicato a Ilaria Cucchi e Roberto Scarpinato sui temi delle condizioni indegne delle nostre carceri, e degli scontri tra polizia e studenti alla Sapienza, citati dalla prima, e del rapporto tra neofascismo, stragismo e visione politica del nuovo governo, portata alla luce dal secondo.

La replica di Meloni a Ilaria Cucchi

«La soluzione al sovraffollamento delle nostre carceri non è la depenalizzazione ma la responsabilizzazione – ha detto l’inquilina di palazzo Chigi rivolgendosi a Cucchi – La certezza del diritto passa anche dalla certezza della pena, certo anche dalla rieducazione del condannato». E a Cucchi che aveva citato Segre, Meloni risponde. «Se dobbiamo saper scegliere il giusto – chiede – come si fa se chi ha sbagliato non paga mai? Io credo che la responsabilità stia in questo e che il problema delle carceri vada affrontato ampliando gli spazi e creando condizioni di vita migliori».

Sulle violenze tra polizia e manifestanti alla Sapienza, Meloni è stata chiara. «Ho partecipato e organizzato a tante manifestazioni – ha sottolineato – Ma non ne ho mai organizzata una per impedire a qualcuno di dire qualcosa». Di fatto, difendendo l’operato delle forze di polizia, che hanno respinto con le manganellate il tentativo dei ragazzi di entrare nell’Aula dove si stava svolgendo un convegno di Gioventù nazionale. «La democrazia non vale più per qualcuno che per qualcun altro – ha aggiunto – Se qualcuno della mia parte politica impedisse a qualcuno di parlare sarei la prima a condannarlo».

Per poi denunciare azioni di intimidazione contro Fratelli d’Italia nelle scorse settimane. «Noi in tutta la campagna elettorale abbiamo avuto banchetti devastati, per non parlare di quel che accadeva nelle nostre sedi, e nessuno ha detto una parola – ha scandito – E poi a noi si viene a parlare di democrazia: dico ai ragazzi che manifesteranno nel rispetto delle idee altrui che sarò sempre dalla loro parte, è il fondamento della democrazia».

La replica di Meloni a Roberto Scarpinato

All’ex magistrato Roberto Scarpinato, che nel corso del suo intervento aveva messo in relazione il neofascismo dell’epoca stragista con un altro tipo di neofascismo oggi presente nelle istituzioni e che attraverso il presidenzialismo tenta di riportare l’uomo solo al comando, Meloni ha così replicato. Da lei arriva un atteggiamento «così smaccatamente ideologico da chi doveva giudicare, che mi stupisce fino a un certo punto», ha detto. «Il transfert tra neofascismo, stragi e sostenitori del presidenzialismo – ha commentato – è significativo di un certo atteggiamento di una parte della Magistratura di procedere per teoremi che ha portato a risultati fallimentari, a cominciare dal depistaggio per la strage di via D’Amelio».

 

 Ma ora Nordio spieghi a Meloni che la pena non è solo carcere

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