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Napoli, bufera sul Coa. Scoperto per caso un debito di oltre un milione di euro

avvocato amministrativista
A causare il “buco” «il comportamento infedele del Direttore amministrativo»
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I conti non tornano nel Coa di Napoli. Da qualche giorno è stato scoperto un debito a carico dell’Ordine degli avvocati partenopei di 1 milione e 100mila euro. Questa somma si riferisce ad una serie di mancati pagamenti – compresi quelli relativi ai contributi previdenziali – accumulatisi negli ultimi quattordici anni. Una situazione che ha fatto scattare l’allarme rosso.

La scoperta del buco milionario è avvenuta per caso agli inizi di questo mese, quando il presidente degli avvocati napoletani, Antonio Tafuri, è stato contattato dalla presidente del Corecom Campania, Carola Barbato, in riferimento ad una convenzione per l’attività di conciliazione degli avvocati dell’albo di Napoli. In quella occasione il Corecom ha chiesto la consegna del Durc per la prosecuzione della collaborazione, trovando l’Ordine del tutto spiazzato rispetto alle richieste avanzate. Spiazzato in quanto, dalle ricostruzioni effettuate, una serie di adempimenti sono sempre stati svolti dal Direttore amministrativo del Coa ed erano soltanto in capo a lui.

La consistente esposizione debitoria per oneri fiscali e previdenziali risale al 2008 e – come si legge in una nota di ieri a firma del presidente del Coa di Napoli, inviata a tutti gli iscritti – «per anni è stata occultata al Consiglio a causa del comportamento infedele del suo Direttore amministrativo». Dalle verifiche fatte con lo stesso Direttore amministrativo dell’Ordine (unico gestore della cassa degli avvocati di Napoli) è risultato che già dal 2008 numerosi pagamenti, riconducibili a tasse, imposte e contributi previdenziali, erano stati omessi. Una situazione che si credeva di tenere sotto controllo, ma che invece è letteralmente sfuggita di mano senza più la possibilità di «fronteggiare la debitoria». L’esposizione ha portato, inoltre, nello scorso mese di luglio ad un pignoramento presso terzi da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione presso il terzo Corecom per un credito di circa 65mila euro. Il pignoramento presso terzi è stato scoperto dal presidente del Coa e dalla Consigliera tesoriera, Elena De Rosa, soltanto dopo alcune verifiche effettuate pochi giorni fa, quando sono venute a galla le gravi anomalie.

Ora il Coa di Napoli per fronteggiare la grave situazione ha chiesto di rateizzare i debiti. Restano incertezza ed incredulità per la piega che ha preso la vicenda, che direttamente ed indirettamente riguarda tutti gli avvocati del Foro di Napoli. La priorità è ripianare la montagna di debiti e fare chiarezza sulle responsabilità. Non nasconde la propria amarezza il presidente del Coa, che, dopo le interlocuzioni con il Corecom, ha chiesto spiegazioni al Direttore amministrativo. «È l’unico competente per la gestione della cassa e per gli adempimenti fiscali e previdenziali», rileva Antonio Tafuri. «Proprio il Direttore amministrativo – aggiunge – mi confessava che da moltissimi anni aveva omesso, a macchia di leopardo, sia il pagamento dei tributi e degli oneri previdenziali e sia di informare dell’avvenuta notifica al Consiglio di cartelle esattoriali o avvisi di pagamento. Sono venuto, poi, in possesso di un estratto ruolo di Agenzia Entrate Riscossione dal quale emergeva il mancato pagamento di imposte, tasse e contributi previdenziali, reiterato per molti anni e per un importo del tutto sorprendente di circa 1.100.000 euro».

Il rappresentante delle toghe napoletane ha provveduto immediatamente con la Consigliera tesoriera, «a mettere in sicurezza l’Ordine e a regolarizzare la posizione amministrativa con la proposizione di domande di rateizzo e di dilazione anche con riferimento ai contributi previdenziali non pagati nel 2022». «Agenzia Entrate Riscossione – spiega il presidente del Coa di Napoli – ha già accolto la domanda di rateizzo e, alla scadenza indicata, sarà pagata la prima rata. L’Inps risponderà nei prossimi giorni. Nel frattempo, si è anche sbloccato il pagamento che la Regione Campania doveva eseguire per le attività svolte dai conciliatori Corecom e confidiamo che nei prossimi giorni l’esercizio finanziario riacquisti, se non la sua normalità, quanto meno funzionalità. Il Consiglio sta operando ordinariamente e sta rispettando tutti i suoi compiti. Posso affermare che sarà in grado di rispettare tutte le prossime scadenze».

L’Ordine degli avvocati di Napoli ha, inoltre, già preso alcune iniziative per tutelarsi e il presidente è convinto che questa brutta pagina si possa mettere alle spalle. «Il Consiglio – conclude Tafuri – ha deliberato l’apertura del procedimento disciplinare nei confronti del dipendente infedele, comminando anche la sospensione immediata e che, quando saranno esaurite le verifiche che stiamo eseguendo, le ragioni del Consiglio, parte lesa al pari degli iscritti, saranno tutelate in ogni sede competente. Nonostante la complessità della situazione, le misure protettive sinora attuate e quelle che sono in via di perfezionamento mi portano ad essere fiducioso sul superamento di una bufera che sta travolgendo l’avvocatura napoletana, ma che è stata determinata da condotte individuali del dipendente infedele, persona e professionista mai sinora messa in discussione e nel quale tutti, da moltissimi anni, hanno sempre riposto la massima fiducia».

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