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Avvocatura “protagonista”: ecco la sfida del Congresso di Lecce

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Domani il via alla tre giorni. Essere ancora più coinvolti nel “governo” dell’ordinamento e dell’organizzazione giudiziari, nelle scelte sull’intelligenza artificiale: i nuovi spazi reclamati dalla professione
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Forse tre giorni saranno pochi. Pochi davvero. Perché l’avvocatura arriva al congresso nazionale forense di Lecce (in programma da domani a sabato) con un carico di questioni, proposte, aspettative che non ha precedenti. Conseguenza inevitabile, certo, anche della particolarissima stagione in cui le assise della professione cadono: la conclusione della fase riformatrice condotta dal governo di Mario Draghi, e dalla guardasigilli Marta Cartabia, che ha avuto tra i passaggi cruciali proprio gli interventi sul processo. Senza considerare che l’avvio di una nuova fase politica apre ulteriori ipotesi di cambiamento anche nella giustizia.

È il focus a cui, su queste colonne, si è fatto cenno ieri. Ma non si può trascurare un altro ambito che può essere legato solo in parte alla fase riformatrice appena “completata” (fra luci ma anche fra molte ombre, come più volte segnalato da istituzioni e rappresentanze forensi, Cnf in testa). Nella tre giorni di Lecce ci saranno infatti anche spazi di discussione che riguardano in generale il “protagonismo” degli avvocati nel “governo” della giurisdizione. Nel senso di favorire, innanzitutto, un sempre maggiore coinvolgimento del Foro nell’organizzazione giudiziaria e nelle procedure ordinamentali, a cominciare dalla valutazione dei magistrati. Ma il ruolo attivo e “pieno” della professione dovrò riguardare anche la presenza vigile delle organizzazioni forensi rispetto alle innovazioni, a cominciare da quelle legate all’intelligenza artificiale quale nuova frontiera del diritto.

La nota con cui ieri l’ufficio stampa delle assise ha ricordato l’incontro di «presentazione del XXXV congresso nazionale forense» alla stampa previsto per oggi alle 12 nella città salentina, non a caso, segnala tra i temi dell’evento anche «un nuovo ordinamento per un’Avvocatura protagonista» e «il ruolo e le nuove competenze degli avvocati nell’automazione dell’organizzazione e della decisione giudiziaria». Governo della giustizia, dunque, e governo del cambiamento, della “giustizia futuribile”. Due prospettive accomunate, come detto, dalla necessità di un più forte protagonismo della professione. Al pari di quanto dovrà avvenire su un’altra grande questione a cui, non a caso, pure sarà dedicata una tavola rotonda: il carcere. Il focus in programma nel primo pomeriggio di venerdì riguarderà appunto “Una detenzione più umana: dalla pena alla rieducazione, dalla risocializzazione al lavoro”. E qui la presenza dell’avvocatura nelle scelte sulla giustizia acquisisce un particolare significato etico. È chiaro che rispetto al carcere l’avvocatura finisce per essere custode e promotrice di valori cruciali per la democrazia, per la civiltà. E dà corpo, significato concreto a quel riconoscimento, da tempo sollecitato, della avvocatura in Costituzione.

Oggi dunque saranno alcuni dei protagonisti del congresso a illustrare questi obiettivi, nella conferenza stampa organizzata per mezzogiorno presso la sede dell’Ordine degli avvocati di Lecce, a Palazzo Michele De Pietro. Ci saranno la presidente del Cnf Maria Masi, il tesoriere della massima istituzione forense Giuseppe Iacona, il coordinatore di Ocf Sergio Paparo, il presidente di Cassa forense Valter Militi e il “padrone di casa” Antonio Tommaso De Mauro, presidente del Coa di Lecce. A loro si unirà il sindaco della città pugliese Carlo Maria Salvemini. Riguardo la presenza dell’avvocatura nei passaggi chiave dell’ordinamento e dell’organizzazione giudiziari, va ricordato che già nella prima giornata delle assise, cioè domani, dopo la mattinata in cui i vertici dell’avvocatura terranno le loro relazioni (presso il Teatro Politeama Greco), è in programma una tavola rotonda, con inizio alle 17.45, intitolata appunto “Un nuovo ordinamento per un’Avvocatura protagonista della tutela dei diritti nel tempo dei cambiamenti globali”.

A Masi e Paparo si uniranno, nella discussione, il componente del Cda di Cassa forense Nicolino Zaffina, il numero uno di Aiga Francesco Paolo Perchinunno e i presidenti dell’Associazione italiana giuristi di impresa (Aigi) e dell’Associazione studi legali associati (Asla), rispettivamente Giuseppe Catalano e Giovanni Lega. Sarà uno snodo decisivo dell’intera tre giorni. E sarà preceduto da altre due tavole rotonde pomeridiane (tutte ospitate nel Grand Hotel Tiziano). La prima, alle 15, su “L’attuazione delle riforme e gli effetti, anche economici, sull’esercizio della professione”, a cui prenderanno parte fra gli altri il vicepresidente del Cnf Francesco Greco, il componente di Ocf Francesca Palma e il direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella. Toccherà, dalle 16.30, al focus sull’innovazione, cioè su “Giustizia predittiva e salvaguardia del giusto processo. Il ruolo e le nuove competenze degli avvocati nella tendenziale automazione della decisione giudiziaria”, con la vicepresidente del Cnf Patrizia Corona e il componente di Ocf Andrea Stanchi tra i relatori.

Di carcere si discuterà il giorno dopo, sessione in cui, dalle 15, prenderanno la parola Giovanna Ollà, vicepresidente della Scuola superiore dell’Avvocatura, Emilia Rossi, componente del Collegio del Garante nazionale dei detenuti, l’avvocata Maria Brucale e Vinicio Nardo, presidente del Coa di Milano e componente dell’Ufficio di coordinamento Ocf.“Governo della giustizia”, prospettive anche economiche aperte dalle riforme, gestione del cambiamento tecnologico, ritorno alla legalità nelle carceri: sfide di gigantesca portata. Davvero sarà già un’impresa iniziare a discuterne, nei tre giorni a disposizione degli avvocati.

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