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Ucraina, l’esercito di Zelensky riconquista Lyman. I ceceni chiedono a Putin di utilizzare armi nucleari. Gazprom chiude i rubinetti del gas all’Italia (per ora)

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Il ministero della Difesa di Mosca ha confermato il ritiro delle forze russe da Lyman, nella regione di Donetsk, sostenendo di aver ucciso 200 militari ucraini e distrutto 14 veicoli corazzati nelle ultime 24 ore
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Le truppe ucraine sono entrate nella città di Lyman, nella regione di Donetsk. Lo ha confermato un portavoce delle Forze armate di Kiev, Sergey Cherevaty, citato da Ukrainska Pravda, secondo cui le informazioni e i video che mostrano la bandiera ucraina sventolare all’ingresso della città «sono veri, siamo già a Lyman, ma i combattimenti continuano».

I militari ucraini questa mattina avevano raggiunto la periferia nord ovest di Lyman, lo snodo della Repubblica popolare di Donetsk (esterno dai confini del 2014 che Mosca ha considerato per l’annessione della regione, ndr.) considerato strategico.

Il ministero della Difesa di Mosca ha confermato il ritiro delle forze russe da Lyman, nella regione di Donetsk, sostenendo comunque di aver ucciso 200 militari ucraini e distrutto 14 veicoli corazzati nelle ultime 24 ore. «A causa della minaccia di essere accerchiate, le truppe alleate si sono ritirate dall’insediamento di Krasny Lyman su linee più favorevoli. Nonostante le perdite subite, avendo una superiorità significativa di forze e di mezzi – ha ammesso il portavoce del ministero della Difesa russo – il nemico continua la sua offensiva». Militari di Kiev sono arrivati anche a Torske, 16 chilometri a est di Lyman. Sempre secondo fonti ucraine, unità di Kiev hanno bypassato Lyman per procedere in direzione nord est, verso Kreminna, a 33 chilometri da Lyman.

Guerra in Ucraina, i ceceni chiedono a Putin di utilizzare armi nucleari

La Russia dovrebbe usare armi nucleare a bassa potenza contro l’Ucraina. Nuovo affondo del leader ceceno Ramzan Kadyrov, che critica i comandanti militari russi per il ritiro da Lyman e suggerisce a Vladimir Putin di considerare la possibilità di usare armi nucleari a basso potenziale.

In un messaggio su Telegram, Kadyrov – che ieri al Cremlino si sarebbe commosso durante la cerimonia di annessione di quattro regioni ucraine alla Russia – ha scritto: “A mio parere personale, dovrebbero essere prese misure più drastiche, fino alla dichiarazione della legge marziale nelle zone di confine e all’uso di armi nucleari a bassa potenza”.

Il leader ceceno ha poi criticato il colonnello Alexander Lapin, comandante delle forze russe che combattono a Lyman, definendolo «un mediocre». Le forze armate ucraine hanno assunto nelle ultime ore il controllo della città cruciale nel Donetsk, come ha confermato un portavoce dell’esercito di Kiev, Sergey Cherevaty, citato da Ukrainska Pravda, secondo cui le informazioni e i video che mostrano la bandiera ucraina sventolare all’ingresso della città «sono veri, siamo già a Lyman, ma i combattimenti continuano».

Stop al gas russo in Italia: ecco cosa succede

Stop oggi alla fornitura di gas russo all’Italia. Gazprom ha comunicato di non poter confermare la consegna dei volumi di gas richiesti per oggi a causa della dichiarata impossibilità di trasportare il gas attraverso l’Austria. Oggi, pertanto, i flussi di gas russo destinati a Eni attraverso il punto di ingresso di Tarvisio saranno nulli. Eni si riserva di comunicare eventuali riprese delle forniture, comunica l’Eni sul proprio sito.

«A partire da oggi – riferisce un portavoce di Eni – Gazprom non sta più consegnando il gas ad Eni poiché, stando alle sue comunicazioni, non sarebbe in grado di ottemperare agli obblighi necessari per ottenere il servizio di dispacciamento di gas in Austria dove dovrebbe consegnarlo. Ci risulta però che l’Austria stia continuando a ricevere gas al punto di consegna al confine Slovacchia/Austria. Stiamo lavorando per verificare con Gazprom se sia possibile riattivare i flussi verso l’Italia».

Gazprom è al lavoro con gli acquirenti italiani di gas per risolvere il problema dell’interruzione delle forniture di gas al nostro Paese. In un messaggio sul suo canale Telegram, la società russa ha spiegato che «il trasporto di gas nell’ambito dei contratti di Gazprom Export LLC attraverso il territorio dell’Austria è stato sospeso a causa del rifiuto dell’operatore austriaco di confermare le nomine di trasporto. Il motivo è legato ai cambiamenti normativi avvenuti in Austria alla fine di settembre. Gazprom sta lavorando per risolvere il problema insieme ai buyer italiani».

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