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Ma davvero i russi credono a tutte le “fake news” del Cremlino?

Cremlino fake news
Assurde le immagini trasmesse nei telegiornali russi, in cui si vedeva un tripudio di gente soddisfatta dal risultato positivo dei referendum, sorprendentemente con risultati meno bulgari di quanto ci si poteva immaginare nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson
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Mentre i russi, insieme a tutto il mondo, sono in attesa di ascoltare l’ennesimo discorso di Putin, atteso per stamane, che ci dirà cosa aspettarci dopo l’annessione da parte della Russia delle 4 regioni ucraine occupate dalle forze armate russe, i media russi proseguono imperterriti nel raccontare una realtà sublimata dall’assurdità.

Assurde le immagini trasmesse nei telegiornali russi, in cui si vedeva un tripudio di gente soddisfatta dal risultato positivo dei referendum, sorprendentemente con risultati meno bulgari di quanto ci si poteva immaginare nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, dove i sì oscillavano solo tra l’ 80 e il 90% per cento (mentre nel Donbass si è arrivati al 99 per cento). Ancora più assurdi erano i servizi dei tg che mostravano i neoreclutati dalla mobilitazione “parziale” (leggi “casuale”) rispondere serenamente alle domande dei giornalisti, su come si sentissero dopo il reclutamento, con frasi del tipo “non vedo perché bisogna avere paura”, “cosa c’è di più giusto che difendere la propria patria”, “non ho avuto il minimo dubbio a rispondere di sì alla chiamata”, il tutto mentre salutavano allegramente figli, mogli, genitori, e parenti vari, che sembravano accompagnare non un agnello destinato al macello, bensì un padre di famiglia che partiva per una gita aziendale.

E ancora più assurdo il commento sul sabotaggio dei gasdotti Nordstream del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riportato senza nessun commento (e in effetti era da no comment), secondo cui a far saltare i gasdotti erano stati gli americani, i quali possono ora vendere più gas agli europei, ovviamente a caro prezzo. Che le tv e i giornali russi siano diventati un modello insuperabile di propaganda fantascientifica, in cui l’assurdo diventa normale, e il normale, assurdo, lo provano vari dettagli, che ovviamente possono sfuggire a chi è tutto intento a spararle sempre più grosse.

Così nessun giornalista russo ha avuto nulla a che dire quando si vedeva nei reportage gli “elettori” del referendum, affiancati da gentili signorine, accompagnate però da un militare armato fino ai denti, che bussavano porta a porta, riempire la scheda sotto gli occhi dello staff referendario, per poi infilarla in un contenitore trasparente, in cui da una parte o dall’altra non poteva non vedersi il voto del votante.

Altrettanto incredibile è che nessun media russo abbia fatto un minimo cenno al fatto che 300.000 russi siano scappati in pochi giorni dalla Russia, andando via terra in Finlandia, Georgia, Kazakistan, Mongolia, facendo invece vedere i neo- soldati in fase di addestramento (che dura appena 2 settimane!), che imbracciavano vecchi kalashnikov, con facce non così tanto convinte, ma chi lo sarebbe quando sai che non hai nessun addestramento, e con tutta probabilità nessuna attitudine a combattere sul serio, e hai buone probabilità di rimetterci le penne ( se penso a me, altro che mancata convinzione…).

Surreale è poi l’accusa di Peskov, che forse dimentica che ci sono paesi civili, e che non solo non danneggerebbero degli alleati, ma non determinerebbero neppure un danno ambientale, che pare essere enorme, essendo il metano un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica.

Insomma, se la situazione non fosse drammatica, tra cambiamento climatico, crisi energetica, e crisi economica (inflazione, aumento dei tassi di interesse, che avranno un impatto micidiale su quei paesi, come l’Italia, con un enorme debito pubblico) bisogna dire che, a condizione di conoscere un po’ il Russo, sarebbe perfino divertente scorrazzare tra i siti di tv e giornali russi, in quanto ogni volta si fanno scoperte sorprendenti.

Per esempio, nel sito del famoso quotidiano russo Izvestia si trovano notizie tipo “Gli inglesi sono costretti a vendere le proprietà per pagare le bollette” (in effetti è una bella idea, in quanto senza casa non arrivano più bollette…), “L’Ue minaccia di vietare l’importazione di carta igienica e sapone dalla Russia” ( con la conseguente illazione che d’ora in poi noi tutti europei resteremo sporchi…), mentre sul sito del quotidiano economico Komersant si preferisce lasciar perdere le notizie economiche (che rattristano), per dare spazio a nuovi argomenti, come l’opinione dell’allenatore della nazionale di pallavolo, il quale afferma che “anche senza partite (essendo tutti gli atleti russi esclusi da qualsiasi competizione internazionale, ndr), far parte della nazionale è un incentivo per i giocatori”;… contenti loro…

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