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Riecco Matteo Renzi, bordate contro Enrico Letta e apertura a Giorgia Meloni

Matteo Renzi Csm
Il leader di Italia viva da Tokyo: «Se il segretario del Pd non avesse sbagliato tutto, oggi Meloni non avrebbe la maggioranza assoluta». E poi su Meloni: «Sulle riforme costituzionali ci siamo»
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Riecco Matteo Renzi, dopo che l’Italia ha scelto la nuova maggioranza parlamentare, in favore del centrodestra guidato da Giorgia Meloni, premier “in pectore” del nuovo governo post Draghi. «Buongiorno a tutti da Tokyo. Scusate il blackout di queste ore, ma sono venuto in Giappone per ricordare un amico, Abe Shinzo, ex primo ministro giapponese. Abe è stato ucciso qualche settimana fa e le autorità nipponiche hanno voluto omaggiarlo con gli ex colleghi di tutto il mondo».

«È stata davvero una cerimonia toccante, specie quando le note della Cavalleria Rusticana di Mascagni hanno riempito la sala: potenza universale della musica italiana. Ovviamente, le attenzioni di tutti voi sono sulle questioni politiche, come è giusto che sia. Provo a sintetizzare i miei pensieri nel modo più rapido possibile» scrive Matteo Renzi.

Gli otto punti di Matteo Renzi

  • 1. Meloni ha vinto. Deve ringraziare i suoi elettori, la sua tenacia, la sua coalizione e soprattutto Enrico Letta, sul cui disastro non insisto. Dico solo che – se Letta non avesse scientificamente sbagliato tutto negli ultimi due mesi – oggi Meloni non avrebbe la maggioranza assoluta. Se Letta non si fosse impegnato così tanto, oggi la Meloni non avrebbe i numeri assoluti.
  • 2. La destra italiana non è fascista. Va respinta questa narrazione, non c’è alcun rischio democratico nel nostro Paese. Ieri l’ho detto alla CNN e lo dico a tutti i numerosi interlocutori internazionali che incontro anche qui: non c’è alcun rischio per la democrazia con Meloni premier. E lo dice chi si sta attrezzando per fare opposizione, dura ma civile (qui la mia intervista al “Corriere della Sera”).
  • 3. A proposito, ho ricevuto tra ieri e oggi già quasi 700 inviti/email soprattutto di giovanissimi che mi chiedono di far cadere il governo: ragazzi, capisco che è diventata la mia specialità, ma prima di buttare giù il Governo bisogna che almeno lo facciano!
  • 4. Con la destra, dunque, al massimo rischiamo il portafogli, perché io li ritengo incapaci di governare (e spero di essere smentito).
  • 5. Noi siamo andati molto bene! Qualcuno sperava di più? Certo: tutti sperano sempre di più, ma raggiungere quasi l’8%, alla pari di Forza Italia e Lega, è un grande risultato. Bravi tutti i candidati, cominciando naturalmente da Carlo Calenda, fino ai candidati di servizio e a quei candidati che hanno ricevuto nelle scorse ore la doccia fredda della mancata elezione. So cosa si prova in questi casi. Intanto, un abbraccio cumulativo, poi al rientro mi farò vivo.
  • 6. Il progetto Renew Europe, in vista delle elezioni del 2023, è partito ed è bellissimo. Una grande casa per difendere e coltivare la democrazia europea con l’Italia centrale. Faremo un grande lavoro, insieme a Carlo Calenda, e condividiamo entrambi che dobbiamo coinvolgere quante più esperienze possibili. Nei prossimi mesi, ci sarà molto da lavorare e lo faremo insieme, senza polemiche.
  • 7. Meloni premier avrà la nostra opposizione. Voteremo contro la fiducia, presenteremo i nostri emendamenti. E, se chiederà un tavolo per fare insieme le riforme costituzionali, noi ci saremo perché siamo sempre pronti a riscrivere insieme le regole.
  • 8. Tra le realtà nelle quali siamo andati meglio segnalo due città su cui ci siamo impegnati, tutti insiene, molto: Milano (16%) e Firenze (15%). Sabato mattina dirò grazie agli elettori milanesi, domenica sera dirò grazie agli elettori fiorentini. Sto organizzando i due appuntamenti, vi faccio sapere nella prossima Enews

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