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Ecco il coworking per gli avvocati: un proprio studio anche in trasferta

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Scade venerdì prossimo il bando di Cassa forense per lo sviluppo economico della professione: tra i progetti per i quali gli Ordini potranno ottenere fondi, anche quelli per la diffusione di spazi da mettere a disposizione dei colleghi che, soprattutto nelle grandi città, possono trovarsi a lavorare in una certa sede solo temporaneamente
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I Coa hanno pochissimo tempo per presentare progetti relativi all’impiego dei fondi messi a disposizione dalla Cassa forense per lo sviluppo economico dell’avvocatura con il bando 7/2022, che prevede uno stanziamento di 1 milione di euro.

Scade infatti il 30 settembre il termine per poter presentare, all’ente di previdenza degli avvocati, progetti aderenti al bando pubblicato dallo stesso istituto, e che possono prevedere 4 modalità di impiego delle risorse ottenute a seguito della selezione tra le varie proposte, come spiega Giancarlo Renzetti, consigliere di amministrazione di Cassa forense: “Gli Ordini possono proporre di spendere, con un progetto, tra 10.000 e 40.000 euro, a valere sul milione di euro stanziato dalla Cassa, per 4 possibili iniziative di coworking, ovvero la disponibilità di uffici per un loro uso temporaneo, oppure la sistemazione degli spazi interni dei Tribunali destinati agli avvocati, in genere sale, o ancora la digitalizzazione dei servizi forniti dagli Ordini forensi ai propri iscritti, o infine l’informatizzazione dei processi lavorativi degli avvocati. Ciascun progetto verrà valutato sulla base della sua qualità, ma tutto lascia immaginare che ci saranno risorse per molte proposte”.

Il bando è scaricabile, partendo dalla homepage della Cassa forense, e cliccando su “Documentazione”, poi su “Modulistica”, ed infine su “Bandi di assistenza”, per poi scorrere, fino a trovare il 7/2022.

Il servizio di coworking è uno dei più recenti e innovativi tra quelli finanziati dalla Cassa Forense, la quale ha attivato una prima sperimentazione 2 anni fa su Roma, per poi estenderla recentemente a Milano e Napoli.

“Dato che molti avvocati giungono spesso nelle principali città per svolgere la loro attività professionale – chiosa Renzetti – sia perché là vi sono le corti superiori, e sia perché molti clienti sono spesso localizzati in quelle 3 città, la Cassa Forense ha pensato che la messa a disposizione gratuita di uffici, in termini sia di sale riunioni, sia di spazi di lavoro, potesse costituire un servizio gradito dagli avvocati. Ed in effetti, la sperimentazione ha dato esito positivo, tanto che abbiamo inserito nel nuovo bando per l’utilizzo delle risorse per lo sviluppo economico dell’avvocatura anche il servizio di coworking, tra quelli finanziabili, che ho prima ricordato, e quindi ora spetta ai Consigli degli Ordini forensi fare richiesta per attivare il servizio di coworking anche nelle loro città”.

A proposito del servizio di coworking l’ente previdenziale forense ha fatto sapere che il servizio nelle 3 città (Roma, Napoli, Milano) continuerà anche nel 2023, e per poterne usufruire, anche da domani, è sufficiente, per Roma, accedere al seguente link, https://www.ordineavvocatiroma.it/servizi/prenotazione-coworking, mentre per Milano basta scorrere la home page del sito dell’Ordine per trovare l’accesso al servizio, così come per Napoli bisogna andare a questo indirizzo internet, https://www.ordineavvocatinapoli.it/servizio-coworking-gratuito-dal-01-02-2022-al-01-02-2023/.

In tutti i casi, occorre compilare un modulo, che può essere inviato per email, oppure attraverso il sito dell’Ordine stesso. L’utilizzo è sottoposto a diversi limiti, sul piano sia della durata della disponibilità degli uffici, sia delle condizioni, come ad esempio un adeguato intervallo di tempo tra domanda e data di utilizzo degli uffici, che comunque si possono trovare elencate in modo completo nelle pagine web sopra ricordate.

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