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Ingerenza o prudenza? L’effetto Von der Leyen sul voto: due letture

La frase della presidente della Commissione Ue sul voto in Italia può gonfiare le vele sovraniste? O chi si lamenta gioca a fare la vittima?
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Se pure Ursula von der Leyen si improvvisa “tecnocrate”. Così si gonfiano le vele sovraniste anti Ue

Come si gonfiano le vele dei sovranisti euroscettici? Regalando loro argomenti insperati. E così, i vaneggiamenti contro i «tecnocrati di Bruxelles» trovano sostanza quando qualcuno, proprio da Bruxelles, decide di svegliarsi dal torpore per spararla tanto grossa da far cadere le braccia anche agli eredi più tenaci di Altiero Spinelli. È il caso della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che a poche ore dal voto italiano ha avuto la brillante idea di mandare un avviso al nostro Paese: «Vedremo il risultato del voto in Italia, ci sono state anche le elezioni in Svezia», ha detto la presidente. «Se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria». Poche parole ma troppo sgrammaticate per passare inosservate. Perché basta un niente a far scordare l’Europa solidale del Next generation Ue e far rispuntare quella delle bacchettate alla Grecia. Probabilmente alla presidente è solo sfuggita la mano, senza intenzioni minatorie nei confronti degli elettori italiani. Ma lo ha fatto nel momento meno opportuno.

Rocco Vazzana

 

Ma che ingerenza l’Ue vuole solo che i trattati siano rispettati

Anche meno vittimismo, per pietà. La frase di Ursula von der Leyen sulle elezioni italiane non è certo un capolavoro di opportunità e astuzia, ma chi parla di intollerabili ingerenze e di attacco frontale alla nostra sovranità si copre di ridicolo. La presidente della Commissione non vuole e non può influenzare l’esito del voto e quando parla di «strumenti» che l’Ue può impiegare di fronte a «situazioni difficili» si riferisce al rispetto dei trattati che, piaccia o no, l’Italia e gli altri 26 paesi membri hanno sottoscritto. Basti pensare al conflitto con Ungheria e Polonia sullo Stato di diritto. La composizione politica del nostro futuro Parlamento e governo non hanno nulla a che vedere con i vincoli comunitari. Se poi ogni critica che proviene da Bruxelles deve procurare crisi di orticaria e psicodrammi la soluzione è semplice: traghettare il nostro Paese fuori dall’Unione europea. Fino a quel momento però la nostra classe politica si rassegni: la Commissione continuerà a fare il suo lavoro.

Daniele Zaccaria

 

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