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Il premio Hans Litten 2022 all’avvocata Simonetta Crisci

Simonetta Crisci ha sempre coniugato l'attività professionale con un forte impegno civile: dai processi per le torture del G8 di Genova 2001 alle carceri
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Con la cerimonia che avrà luogo stasera presso la Casa della Letteratura di Francoforte, Simonetta Crisci riceverà il premio Hans Litten 2022. L’importante riconoscimento, intitolato alla memoria dell’avvocato tedesco che condusse alla sbarra Adolf Hitler prima di venire recluso nel campo di concentramento di Dachau dove venne lungamente torturato e trovò la morte a seguito dell’avvento del nazismo, viene assegnato ogni due anni dall’Associazione tedesca dei Giuristi Democratici VDJ agli avvocati che maggiormente si distinguono nel mondo nella difesa dei soggetti deboli e perseguitati.

Nel passato, ne sono stati insigniti personaggi illustri nella storia dei diritti umani nel mondo: dall’israeliana Lea Tsemel, che ha dedicato la propria professione alla difesa del popolo palestinese e degli attivisti israeliani per la pace; a Selçuk Kozağaçlı, avvocato perseguitato in Turchia, a causa dell’identificazione con i propri assistiti. Tutti accomunati dall’impegno nella lotta contro ogni forma di discriminazione, di aggressione e dal ripudio della guerra e di qualsiasi dittatura.

Ed è esattamente alla causa della difesa dei più vulnerabili e dei popoli oppressi, in primis quello curdo, che Simonetta Crisci ha dedicato la propria vita professionale. Come presidente dell’associazione Senzaconfine, fondata da Dino Frisullo, membro del direttivo della Casa internazionale delle donne e del Legal Team Italia, ha sempre coniugato la propria attività professionale con un forte impegno civile.

Che si trattasse di difendere occupanti sfrattati, lavoratori ingiustamente sanzionati, manifestanti incarcerati, donne maltrattate, magari migranti, o di presenziare come osservatrice ai processi ai colleghi turchi per i Giuristi Democratici, nei quali da sempre milita, o anche alle elezioni di quel paese, negli ultimi quarant’anni la sua toga non ha mai smesso di sventolare.

Dai processi per le torture alla Diaz e a Bolzaneto dopo il G8 di Genova 2001, o più recentemente nelle carceri del nostro Paese, a quello per il naufragio della “nave fantasma” scomparsa nel Mediterraneo nel Natale del 1996, giusto per citarne alcuni. Consapevole che non esistono governi e poteri “amici” e che non esiste miglior difensore dell’esercizio della libera professione dello stesso avvocato.

La consegna del premio da parte del Presidente della VDJ Joachim Kerth-Zelter, sarà preceduta dalla laudatio, tenuta dall’avvocato Cesare Antetomaso dell’esecutivo dell’associazione nazionale Giuristi Democratici. Un’onorificenza che rende lustro all’avvocatura italiana, che vede premiata una delle sue figure più autorevoli e instancabili nella difesa dei diritti fondamentali.

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