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Cicchitto al centrodestra: «Senza Draghi e l’Unione Europea la pacchia è finita»

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L'ex colonnello di Berlusconi non ha dubbi: «Credo che finirà con una vittoria non straripante della coalizione a guida Fratelli d'Italia e viste le differenze interne non sarà facile la gestione dell'Esecutivo»
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I temi della politica internazionale stanno occupando il centro del dibattito negli ultimi giorni della campagna elettorale. Le posizioni di Meloni e Salvini sull’Ungheria di Orban hanno provocato la presa di distanza da parte di Berlusconi e di Forza Italia, mettendo ancora più in discussione gli equilibri all’interno della coalizione di centrodestra. Abbiamo fatto il punto con Fabrizio Cicchitto che conosce molto bene le dinamiche interne agli azzurri.

Dopo il voto del Parlamento europeo sull’Ungheria Berlusconi non perde tempo per sottolineare le differenze di visione sull’europeismo tra Forza Italia da un lato e Lega e Fratelli d’Italia dall’altro. Che sta succedendo?

Berlusconi in extremis ha avuto un’iniziativa che, molto più efficacemente, avrebbe dovuto avere avuto quando Salvini, utilizzando Conte, ha provocato le elezioni anticipate. Allora avrebbe dovuto mettersi di traverso, salvare Draghi e avere così una leadership vera nel centrodestra, in Italia e all’estero. In quell’occasione ha commesso un gravissimo errore, adesso l’errore fatto da Meloni e Salvini complica maledettamente i rapporti all’interno del centrodestra. Orban rappresenta la quinta colonna di Putin dentro l’Unione europea, ancora peggio della Polonia che ha posizioni negative su stato di diritto e democrazia interna, ma è nettissima sulla distanza da Putin. Orban, invece, oltre a un sistema interno illiberale aggiunge un rapporto strettissimo con Putin. Secondo me Berlusconi ha capito al volo che si stava creando per il centrodestra una situazione difficilissima con Francia, Germania e Spagna che rappresentano il cuore dell’Unione e ha provato a tamponare questa mezza catastrofe. Da sottolineare anche lo scivolone di Meloni, perché fino a ora aveva condotto le operazioni in maniera perfetta lucrando la posizione di opposizione senza rompere con Draghi. Con questo voto ha rovinato i suoi rapporti.

In qualche modo crede che Berlusconi voglia prendere le distanze per prepararsi a un governo di salute pubblica?

Difficilissimo prevederlo. Dipende molto dai risultati elettorali e da come si comporteranno Meloni e Salvini. Frasi come è «finita la pacchia» sono inaccettabili. Cottarelli ha citato tutte le cifre incassate dall’Italia e provenienti dall’Ue negli ultimi anni, non vorrei che finisse la pacchia per noi se ci mettiamo a fare i bulli.

Draghi a New York ha incassato nuovamente la fiducia della Comunità internazionale. Berlusconi dice che continuerà ad avere un ruolo di prestigio…

Non è certo Berlusconi che può darglielo, ma ha capito, e avrebbe dovuto farlo prima, che Draghi è un ombrello per il governo di centrodestra e per Meloni. Fare polemiche, come fa Salvini, è un errore tragico per un futuro governo di centrodestra, anzi di destra centro che sarà guardato con grande preoccupazione da Usa e Ue. Se ti metti pure a litigare con Draghi sbagli proprio. Berlusconi ha capito la situazione e ha fatto due mosse per assicurare un rapporto tramite lui del centrodestra con l’Europa e per mantenere un filo di rapporto con Draghi. Ricordiamo anche che Berlusconi ha un’intesa molto forte con il Ppe e con Weber che lo sostiene pur riconoscendo la sua posizione minoritaria nel centrodestra.

Anche Calenda vorrebbe Draghi al governo…

È una questione numerica. Nel senso che se il centrodestra ottiene la maggioranza, l’operazione Draghi è impraticabile. Se, invece, dovesse esserci un pareggio allora ci stanno tutti i termini per chiedere un impegno a Draghi. Il centrodestra, tuttavia, si presenta come una coalizione di governo, mentre la coalizione del Pd non è di governo. Letta stesso ha dichiarato che con Fratoianni e Bonelli non può andare al governo. Ha messo insieme una coalizione difensiva con il massimo obiettivo di impedire al centrodestra di formare un esecutivo.

La sua previsione invece qual è?

La mia previsione è di una vittoria non straripante del centrodestra, ma viste le differenze interne su politica economica e estera non saranno facili la composizione del governo la sua gestione. Poi il centrodestra ha al suo interno problemi molto grandi. Salvini vorrebbe una politica di ultra debito e gli altri sono preoccupati perché sia Meloni che Berlusconi temono che gli speculatori ci possano impallinare come accaduto nel 2010.

Meloni sarà premier?

Credo di sì. Da tutto quello che si sente Fratelli d’Italia va bene, mentre i problemi sono di Lega e Forza Italia.

Cosa intende?

La Lega non sta andando bene neanche al Nord e al Sud c’è l’imprevedibilità del buon risultato dei Cinque Stelle che può sottrarre consenso a Fi e potrebbe piallare la Lega.

Draghi ha parlato di «pupazzi prezzolati» dalla Russia. A chi si riferiva?

Salvini stava combinando un viaggio di pace in Russia all’insaputa del resto del governo pagato dai russi. Mettiamo da parte la storia dei finanziamenti. Salvini, fino alla dichiarazione di ieri aveva un patto di unità d’azione con la Russia e posizioni ambigue su sanzioni e armi. Questo viaggio usciva da qualunque regola di convivenza della maggioranza e ha provocato la rottura sostanziale dell’unità politica del governo, con uno sgarbo istituzionale di proporzioni sorprendenti. Non faccio l’interprete di Draghi e non dico che si riferisse a questo, però…

Che idea si è fatto di questa campagna elettorale? Che tema è mancato nel dibattito?

Mi ha disturbato l’assenza del tema della sanità. La pandemia non è finita e mi sembra che si stiano abbassando tutte le difese. La riapertura della scuola è stata affrontata in modo deplorevole: vengono riassunti professori no vax, levate le mascherine, non sono stati realizzati gli impianti di aereazione, non ci sono aule in più e non è stato migliorato il trasporto pubblico. Indipendentemente dal Covid la sanità versa poi in condizioni disastrose. Basta pensare ai pronto soccorso, alle rsa, al numero di infermieri e medici. Manteniamo questa follia del numero chiuso e poi andiamo a cercare medici cubani. Non capisco la tendenza da parte di tutti a non parlarne.

Crede che ci sarà una scarsa partecipazione al voto?

Si anche perché non funziona l’idea di fare votare gli italiani in un giorno solo. È fisiologico un giorno e mezzo e non capisco perché non avvenga così anche questa volta.

 Meloni e la sindrome dell’assedio. Quando il vittimismo diventa tattica elettorale

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