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Bufera su Laura Pausini che non intona Bella ciao, lei: “Non mi usate per fare propaganda”

Tempesta di commenti sui social per il rifiuto della cantante in un programma tv spagnolo. «E' una canzone politica», spiega Pausini. Ma è proprio così?
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Apprezzamenti, insulti e tantissima ironia. Laura Pausini è al centro di una tempesta di commenti sui social al suo rifiuto di intonare Bella Ciao in un programma televisivo spagnolo «perché è una canzone politica».

Il nome della cantante romagnola è primo nelle tendenze di Twitter per le migliaia di citazioni e commenti. L’ex parlamentare Pd Anna Paola Concia annota: «Adesso il problema è Laura Pausini che non canta Bella Ciao. Davvero? Di tendenza? Le bollette non vi sono ancora arrivate?». Dopo l’attestazione di stima ricevuta da Matteo Salvini, Pausini riceve il plauso del giornalista fondatore di centro-destra.it Giorgio La Porta difende l’artista: «La colpa di Laura Pausini non è non di non aver cantato Bella Ciao, ma di non aver mai dovuto elemosinare successo alla sinistra al Concertone del 1maggio, alle feste dell’Unità e così via. È la differenza tra chi è bravo e chi è servo… Forza Laura e W la libertà!». Dalla parte di Laura si schiera anche la giornalista del Secolo d’Italia Hoara Borselli: «Laura Pausini alla gogna per non aver intonato Bella Ciao in uno show spagnolo. La sinistra inorridita non si capacita di come possa esistere un’artista non politicizzata che non insulti la destra o la Meloni. Invece esiste e Laura l’ha dimostrato. Grande!». Apprezzamento viene twittato anche dall’account Il Patriota: «Laura Pausini rifiuta di cantare Bella Ciao in diretta tv in Spagna. Finalmente anche nel mondo dell’arte qualcuno comincia a opporsi alla dittatura culturale della sinistra».

Tantissimi i commenti di segno opposto: «Bella Ciao non è una canzone politica. È una canzone di resistenza e di libertà di un popolo contro l’invasore. È un inno di libertà contro le oppressioni. Scegliere di non cantarla È una scelta politica». «Laura Pausini mi ricorda quelli che dicono che non sono né di destra, né di sinistra e, in genere, sono di destra», scrive un’altra internauta. «All’estero vedono Bella Ciao per quello che è, una canzone di liberazione. È divisiva o politica solo se sei fascista, perché divide in fascisti e antifascisti», sottolinea un altro tweet. Qualcuno cita la cantante che dice «non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica», poi allega l’attestazione di stima di Salvini e commenta: «Qui però c’è qualcuno che ti sta usando proprio per fare propaganda politica. Ora, per coerenza, ci attendiamo anche una tua netta presa di posizione contro Salvini, perché la prenderai vero?». «Non voleva essere usata. E invece il colpo d’immagine è durissimo. Perché che sia brava è un dato di fatto che abbia fatto una figura dimer.. pure. A volte conviene ammetterlo e scusarsi», scrive Giuseppe Candela, giornalista di Dagospia e del sito del Fatto Quotidiano. E ancora, qualcuno cita un precedente intervento dell’artista: «Laura Pausini si rifiuta di cantare Bella Ciao perché è troppo politica. Quando invece scriveva “Parlateci di Bibbiano” non voleva attaccare il Pd, giusto?». I grandi assenti dai commenti delle prime ore sono proprio i colleghi di Laura. Nessun cantante al momento ha ritenuto di commentare, almeno pubblicamente. Mentre tanti cittadini comuni fanno ricorso all’ironia: «Ora chi lo dice a Povia che la nuova icona della destra è LauraPausini?», scrive un utente. «Non canto La donna cannone perché sono contro le armi», scherza un altro.

Fatto sta che la bufera ha costretto la stessa Pausini a dover intervenire sulla vicenda con un Tweet che avrebbe dovuto calmare le acque ma che non è servito a granché: «Non canto canzoni politiche né di destra né di sinistra. Quello che penso della vita lo canto da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta mi pare una cosa ovvia. Non voglio che qualcuno mi usi per fare propaganda politica. Non inventate ciò che sono». La richiesta di Pablo Motos, conduttore dello show spagnolo, nasceva del successo in tutto il mondo de «La Casa di Carta», la serie spagnola con protagonisti un gruppo di rapinatori gentiluomini che hanno adottato il brano come proprio inno. Ma se in Spagna forse non sono consapevoli del significato e del ruolo di Bella ciao, non sono mancati attacchi di politici spagnoli, come la deputata socialista ed ex vicesegretaria del PSOE, Adriana Lastra, che twitta: «Rifiutarsi di cantare una canzone antifascista la dice lunga sulla signora Pausini , e niente di positivo».

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