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La controffensiva ucraina non si arresta: siamo alla svolta?

Intanto la città di Kharkiv torna al buio dopo l'attacco russo sulla centrale elettrica
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Non si ferma la controffensiva dell’esercito ucraino che, secondo l’ultimo bollettino dello stato maggiore, ha liberato un’altra ventina di insediamenti nelle regioni di Kharkiv e Donetsk. Kiev afferma che i soldati del Cremlino stanno abbandonando rapidamente le loro posizioni e si stanno rifugiando nei territori controllati dalle milizie separatiste e, in alcuni casi, addirittura in Russia.

Le forze di Mosca, sottolinea lo stato maggiore, si stanno concentrando sulla difesa dell’Oblast di Donetsk, dove sono riuscite, viene ammesso, a fermare l’iniziativa ucraina in alcuni settori. Secondo le locali autorità filorusse, il capoluogo dell’autoproclamata repubblica popolare e i villaggi di Karlo-Marksovo e Chasiv Yar sono stati attaccati con missili Uragan e quattro persone sono rimaste uccise. Non ci sono invece dati chiari sull’andamento dell’ostilità a Lyman, città a Sud Est di Izyum dove i russi starebbero continuando a resistere. Il nuovo aggiornamento del ministero della Difesa di Mosca non aiuta ad avere un quadro più significativo della situazione sul campo, limitandosi a elencare le perdite nemiche a Kupiansk e Izyum, città dalle quali i russi si sono ritirati, e a menzionare la distruzione dei posti di comando ucraini a Slovyansk, Artyomovsk e Konstatinkovka (regione di Donetsk) e Olgovskoye (regione di Zaporizhzhia).

Qualche informazione in più giunge dai funzionari filorussi installati nelle regioni conquistate. Vitaly Ganchev, governatore delle ormai ridotte aree controllate dai russi nell’Oblast di Kharkiv, ha dichiarato che i russi sono stati sopraffatti perché il numero dei soldati di Kiev impegnati nel contrattacco era «superiore di otto volte». «La situazione sta diventando sempre più difficile ogni momento», ha aggiunto Ganchev in un’intervista televisiva. Le autorità filorusse di Kherson, che era stata annunciata dagli ucraini come il principale obiettivo della controffensiva, cercano invece mandare messaggi tranquillizzanti, assicurando che la situazione sulla linea del fronte è «sotto controllo» e che «non è possibile per le truppe ucraine» lanciare nella regione meridionale una controffensiva come quella sferrata a Kharkiv, dove restano, secondo l’intelligence militare britannica, isolate sacche di resistenza. Nel frattempo gli attacchi missilistici russi hanno nuovamente interrotto le linee di alimentazione elettrica e idrica alla città di Kharkiv, dopo che i tecnici ne avevano ripristinato l’80% a seguito del blackout causato dai bombardamenti di ieri.

Gli attacchi missilistici ucraini contro la centrale idroelettrica di Nova Kakhovka sono stati sventati dalle batterie antiaeree russe, riferiscono ancora i funzionari fedeli a Mosca, laddove è stato colpito di nuovo il ponte Antonovskiy, che collega le due sponde del Dnepr nella regione di Kherson. Nei pressi di questo capoluogo, «la Russia sta probabilmente faticando a portare riserve sufficienti sulla linea del fronte attraverso il fiume Dnepr» e «un ponte di barche improvvisato iniziato oltre due settimane fa rimane incompleto», riferiscono gli 007 di Londra. «L’artiglieria di lungo raggio ucraina ora sta probabilmente colpendo gli attraversamenti sul Dnepr così frequentemente che la Russia non è in grado di condurre le riparazioni dei ponti stradali danneggiati», osservano ancora i servizi segreti del Regno Unito. «I nazisti hanno fallito l’attacco a Kherson e alla regione di Kherson. Oggi abbiamo silenzio. Forse il silenzio prima della tempesta, ma siamo pronti a resistere fino alla fine e nessuno cederà a chicchessia la nostra città russa di Kherson», ha scritto su Telegram il vice capo dell’amministrazione regionale filorussa, Kirill Stremousov. Nataliia Humeniuk, portavoce del comando meridionale dell’esercito ucraino, ha sostenuto invece che alcuni reparti militari russi stanziati a Kherson stanno cercando di negoziare la resa.

Il parere dell’esperto: «La controffensiva ucraina non cambia i giochi»

Secondo il generale intervistato dall’Agenzia Agi Marco Bertolini, ex comandante del Comando operativo interforze e della Folgore e autore, con Giuseppe Ghini, di “Guerra e pace ai tempi di Putin”, la controffensiva ucraina nella regione di Kharkiv, probabile frutto di un errore dell’intelligence russa, non cambia in modo significativo le sorti del conflitto in Ucraina ma riapre uno spiraglio negoziale che deve essere colto per porre fine alle ostilità. Secondo Bertolini, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, può sfruttare questo indubbio successo tattico per sedersi al tavolo delle trattative da una posizione di maggiore forza. Se il percorso diplomatico restasse chiuso, avverte però il generale, il Cremlino potrebbe optare per l’escalation, laddove Kiev non avrebbe uomini sufficienti per replicare un blitz come quello dei giorni scorsi, propiziato dalla superiorità numerica.

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