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Giulia Bongiorno, attacco alle toghe: «Il Csm va demolito»

Giulia Bongiorno Csm toghe
La senatrice della Lega sostiene che Palazzo dei Marescialli «così non funziona». E parla anche del "Codice Rosso"
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Il Consiglio superiore della magistratura va demolito. Lo sostiene la senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale. «È necessaria una riforma profonda del Csm, una casa da demolire e ricostruire da zero, puntellare non serve», dichiara Giulia Bongiorno. «Il ministro Cartabia ha fatto un grandissimo lavoro», spiega la senatrice, ma una maggioranza così eterogenea «non le ha consentito di attuare una riforma veramente incisiva». L’ex ministra giudica quindi la riforma «insufficiente».

Secondo Bongiorno «il correntismo esasperato» all’interno del Csm «mette a rischio l’imparzialità del giudice». «Vogliamo che il sistema delle carriere della magistratura diventi meritocratico», dice l’esponente del Carroccio, per la quale «la soluzione che permette di recidere il legame tra correnti ed eletto è il sorteggio temperato. Fatto un elenco di magistrati con determinati requisiti – spiega – si va a sorteggio sulla parte finale dell’elezione».

La Lega è per la separazione delle carriere, con «due distinti Csm, uno per la magistratura inquirente e l’altro per la magistratura giudicante», aggiunge Bongiorno. In qualità di presidente della Commissione Giustizia, afferma che la legge sullo stalking «sta funzionando molto bene». Mentre sul fronte del Codice Rosso «il lavoro non è concluso», perché la norma «non sempre viene applicata correttamente». Sulla rappresentanza di genere nelle liste elettorali, «nei collegi uninominali la Lega ha candidato il 56% di donne: un dato oggettivo che esprime una volontà ben precisa», conclude Giulia Bongiorno.

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