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La crisi è arrivata: occupazione in calo e stretta sui termosifoni

caro energia
Istat: a luglio 22mila lavoratori in meno. Cingolani presenta il piano risparmi sul gas: termosifoni accesi un'ora in meno e giù di un grado
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L’Istat ha certificato che per la prima volta da agosto 2021 gli occupati, a luglio, sono calati. Gli italiani al lavoro sono infatti diminuiti di 22mila unità rispetto a giugno, pur essendo aumentati di 463mila unità su base annua. Ma il dato potrebbe essere la prima conseguenza evidente del caro energia, che durante l’estate a costretto molte aziende a chiudere i battenti e, alcune, a riaprire a settembre con un organico minore.

«Rispetto a luglio 2021, l’incremento di oltre 460mila occupati è determinato prevalentemente dai dipendenti che, a luglio 2022, ammontano a oltre 18 milioni 200 mila – spiega l’Istat – la componente a termine, in particolare, raggiunge il valore più alto dal 1977, primo anno della serie storica». Se il tasso di occupazione scende così al 60, 3 per cento, scende anche quello di disoccupazione, al 7,9 per cento. Il tutto rientra nel più ampio contesto della crisi energetica determinata dall’aumento del prezzo del gas, con la conseguente necessità di rivedere i consumi nei singoli paesi.

Ecco perché ieri il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha illustrato ai colleghi di governo il piano dell’esecutivo, che verrà poi messo nero su bianco nel dettaglio nei prossimi giorni. Da ottobre, i termosifoni si terranno accesi un’ora in meno e a una temperatura di un grado in meno rispetto alle norme attuali, ma è escluso il ritorno alla didattica a distanza a scuola. La prossima settimana dovrebbe approvare in Consiglio dei ministri anche il nuovo decreto contro il caro bollette, fortemente voluto da tutti i leader di partito e divenuto tema principale della campagna elettorale.

«A me interessa poco stravincere e avere un milione di disoccupati in piazza il 2 novembre – ha detto ieri il numero uno della Lega, Matteo Salvini – Non è possibile, non è pensabile: mi interessa vincere e governare un Paese vivo, non un Paese in ginocchio». Di pari passo il presidente del Consiglio, Mario Draghi, mira anche a raggiungere il maggior numero possibile di obiettivi legati al Pnrr prima dell’insediamento del nuovo governo. Draghi, si fa sapere da palazzo Chigi, ha invitato i ministri e le strutture tecniche «a continuare a lavorare sodo, per raggiungere quanti più risultati possibili nei prossimi due mesi», con l’obiettivo di consentire a fine ottobre di ridurre al minimo l’arretrato e soprattutto di dare piena attuazione ai provvedimenti introdotti dal governo. Per tagliare in tempo il traguardo, continuano le stesse fonti, «è stata fatta inoltre una ricognizione dei provvedimenti specifici che ciascun ministero dovrà adottare, tenendo conto anche dei paletti imposti dal Pnrr e delle priorità di attuazione della legge di bilancio».

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