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Il gas schizza a 315 euro. Calenda: «Emergenza nazionale, sospendiamo la campagna elettorale»

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Financial Times: "Record di scommesse dei fondi speculativi contro l'Italia"
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Non si ferma la corsa del prezzo del gas in Europa. Al Ttf di Amsterdam, hub di riferimento, i contratti schizzano a 315 euro per megawattora, con un incremento di circa il 7%.

Sul tema dell’energia «le forze politiche sospendano la campagna elettorale e si dichiarino pronte a supportare il piano del governo, rigassificatore incluso, e un eventuale scostamento di bilancio». Lo scrive Carlo Calenda su Twitter. «Siamo in emergenza nazionale – aggiunge Calenda postando un lancio di agenzia che riporta un nuovo aumento del prezzo del gas – grazie a Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giuseppe Conte il Governo Draghi ha le mani legate. Ma servono 10 mld per le imprese, sganciamento rinnovabili dal gas e 30 mld sulle famiglie. Ora».

Financial Times: “Record di scommesse dei fondi speculativi contro l’Italia”

Gli hedge fund hanno messo a segno «la più grande scommessa contro i titoli di Stato italiani dai tempi della crisi finanziaria globale, a causa delle crescenti preoccupazioni per le turbolenze politiche a Roma e per la dipendenza del Paese dalle importazioni di gas russo». Lo scrive il Financial Times in apertura. Il quotidiano britannico cita i dati di S&P Global Market Intelligence, sottolineando che il valore totale delle obbligazioni italiane prese in prestito dagli investitori per scommettere su un calo dei prezzi ha raggiunto questo mese il livello più alto dal gennaio 2008, con oltre 39 miliardi di euro.

«La corsa degli investitori a scommettere contro l’Italia arriva mentre il Paese si trova ad affrontare i crescenti venti economici derivanti dall’impennata dei prezzi del gas naturale in Europa, provocata dai tagli alle forniture da parte della Russia, e un clima politico difficile con le elezioni a settembre», scrive il quotidiano economico. L’Italia, sottolinea il Financial Times, «è anche considerata dagli investitori tra i Paesi più vulnerabili» alla decisione della Banca Centrale Europea di ridurre i suoi programmi di stimolo e aumentare i tassi di interesse. Secondo il quotidiano, «le scommesse contro il debito italiano sono state in passato un’attività molto redditizia per gli hedge fund a causa della lunga incertezza politica e dei timori per gli oltre 2,3 miliardi di euro di titoli di Stato in circolazione nel Paese».

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