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Ira dem contro Meloni: «Rilanciare il video di uno stupro a fini elettorali è indecente»

Giorgia Meloni Capo dello Stato
Valente (Pd): «È come fare revenge porn, propaganda squallida, raccapricciante sulla pelle delle donne»
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«Il video postato da Meloni su uno stupro è indecente e indecoroso. Invito tutti a fare una campagna elettorale sui confronti, non si può essere irrispettosi dei diritti delle persone». A dirlo è il segretario dem Enrico Letta, che per primo stigmatizza il gesto della leader di Fratelli d’Italia che ha pubblicato le immagini sul proprio profilo Twitter.

«Non si può rimanere in silenzio davanti a questo atroce episodio di violenza sessuale ai danni di una donna ucraina compiuto di giorno a Piacenza da un richiedente asilo. Un abbraccio a questa donna. Farò tutto ciò che mi sarà possibile per ridare sicurezza alle nostre città», recita il post di Meloni, che replica all’attacco di Letta spiegando che il video è oscurato in modo da non far riconoscere la vittima. «Non consento a Enrico Letta di diffondere menzogne sul mio conto e fare bieca propaganda sul gravissimo stupro di Piacenza – scrive la leader di FdI – Questi metodi diffamatori e che distorcono la realtà sono ormai caratteristici di una sinistra allo sbando, lo sappiamo tutti da tempo, ma a tutto c’è un limite. Soprattutto quando si parla di stupri e violenza sulle donne. E mi vergogno francamente di leader politici che mentre usano uno stupro per attaccare me non spendono una parola di solidarietà per la vittima, evidentemente per paura di dover affrontare il tema dell’emergenza sicurezza aggravato».

Ma il coro contro Meloni è unanime, e sono in molti ad esprimere indignazione nel centrosinistra. Per Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, pubblicare quel video «è una violenza ulteriore per la vittima e per tutte le donne». E anche l’ex ministra Lucia Azzolina definisce il gesto «agghiacciante». «Mi schiero due volte dalla parte della donna che ha subito lo stupro a Piacenza. Per il reato gravissimo che ha subìto e per la sorta di “revenge porn”. E cui l’ha sottoposta un’altra donna, Giorgia Meloni, che ha postato il video della violenza sui social. Propaganda squallida, raccapricciante sulla pelle delle donne. Fdi e Lega non parlano mai delle donne violate e della loro dignità, l’accento è sempre tutto sull’uomo e sulla sua nazionalità, per alimentare a fini elettorali la paura dell’invasione dei migranti, che non esiste», commenta la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della Commissione Femminicidio e candidata al Senato in Campania. «La dignità della donna – prosegue – deve essere sempre centrale. Le dichiarazioni di Fdi e Lega rispecchiano il loro maschilismo bieco. Tutti sanno che la violenza maschile è un dramma di natura culturale, è diffusa tra gli italiani come tra gli stranieri. Ciò che è accaduto a Piacenza è gravissimo e l’uomo arrestato sarà perseguito. Come deve essere sempre: le donne vengono stuprate anche dagli italiani e i femminicidi avvengono soprattutto in famiglia. Come la mettiamo, Meloni e Salvini? Prima gli italiani?».

A denunciare il gesto anche Laura Boldrini, deputata del Pd e presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo: «La scelta di Meloni di pubblicare il video di uno stupro è un modo becero di fare campagna elettorale. Grave che a destra lo sdegno sia a intermittenza, sulla base della nazionalità di chi commette il crimine. Si deve essere contro la violenza sulle donne sempre e comunque». «Denunciare uno stupro è un atto dovuto. Mostrarlo per fini di campagna elettorale è un atto immorale e irrispettoso in primo luogo per la donna che lo ha subito, che certamente non vorrebbe essere esposta sui social in questo modo. Giorgia Meloni? Vergognati», scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda. Mentre per Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, «rilanciare un video che indugia su una vittima di un reato odioso come lo stupro non è informazione, non è politica, ma bieco sciacallaggio senza dignità. Chi lo compie non ha rispetto per le donne e per il vivere civile».

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