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Calenda contro Zingaretti, la resa dei conti tra Azione e Pd si gioca a Roma

L'ex ministro dello Sviluppo economico annuncia la corsa contro il presidente del Lazio e non risparmia stoccate
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Calenda contro Zingaretti, collegio Roma I. L’appuntamento è per il 25 settembre e sarà questa una delle sfide più interessante dell’uninominale, dopo lo strappo del leader di Azione dalla coalizione di centrosinistra. L’ha annunciato lo stesso Calenda, rispondendo al presidente della Regione Lazio che ieri lo ha criticato duramente per aver rotto il patto con il segretario del Pd, Enrico Letta.« Ci incontreremo sul campo uninominale di Roma, con rispetto», ha scritto in un tweet. Durante la giornata l’ex ministro dello Sviluppo economico si è reso protagonista di diverse polemiche, da quella con gli (ex?) amici di +Europa, a quella con il “verde” Bonelli, fino a quella con il guru dem Goffredo Bettini. Ma andiamo con ordine. Dapprima Calenda se l’è presa con Emma Bonino, rea secondo lui di essere in malafede e di aver «sempre negoziato dalla parte del Pd». Per Calenda Bonino «sapeva tutto» ma «ha fatto una scelta che pagherà in termini di posti».Spostandosi sul fronte a sinistra dall’alleanza, è Angelo Bonelli, coportavoce di Europa verde, a sparare a zero contro il leader di Azione. «Dice Calenda che usare l’esercito non è di destra e né di sinistra? È vero perché è drammaticamente fascista – scrive Bonelli rispondendo alla proposta di usare le forze armate per difendere i terovalorizzatori – Calenda non ha strategia energetica e parla per slogan, come sul nucleare, energia costosissima che ha portato la Francia ad indebitarsi: il futuro sono le rinnovabili». Per poi descrivere l’avversario come uno che «vive la politica come aggressione e insulto e con la testa rivolta al passato», definendolo «il miglior alleato della destra estrema».Ma il botta e risposta più piccato è stato quello con Goffredo Bettini, fautore dell’alleanza tra Pd e M5S. Bettini ha accusato l’ex ministro di «inaffidabilità e spregiudicatezza» e la replica di Calenda non si è fatta attendere. «Goffredo, facciamo una cosa, ne parliamo dopo che tu avrai ripetuto come un mantra Thailandese “ho sbagliato a pensare che Conte fosse il nuovo Prodi” venti volte e siamo a posto cosi: poi parliamo di alleanze elettorali». Il riferimento è al buen retiro asiatico a cui spesso Bettini si affida e alla sua passione per l’ex presidente del Consiglio del governo gialloverde prima e giallorosso poi. Ma Bettini, chiamato in causa su quetsioni personali, risponde. «Caro Carlo, riparliamone quando avrai capito che il mantra è una pratica induista che non c’entra niente con la Thailandia – sottolinea l’esponente dem – Che è buddista e in piccola parte mussulmana: ancora una volta, non solo in politica, sei in errore». Insomma, anche ieri un bel da fare per il twittarolo Calenda, che tra un cinguettio e l’altro pensa però al programma elettorale e alla preparazione del tandem con Matteo Renzi. «Sto lavorando a una cosa sola, il programma – ha spiegato ieri al Tg5 – Sto lavorando per costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con +Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, revisione del reddito di cittadinanza: e basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi». Per poi tornare sullo strappo col Nazareno, reo di aver prima fatto un patto con Azione «e poi uno con contenuti contrari con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi e dice no a tutto, ai termovalorizzatori, con chi in fondo è comunista».E svela poi un retroscena sulle tante ore di trattativa con il segretario del Pd. «Io ho detto a Letta, “se firmi il patto, se formalizzi questo la gente non capirà più niente, diventa un’accozzaglia come con Bertinotti Turigliatto e Pecoraro Scanio” – spiega – Letta sapeva benissimo che avremmo rotto e lo sapeva anche +Europa». Insomma, da una parte e dall’altra volano ancora gli schiaffi, mentre gran parte dei sassolini sono stati ormai tolti dalle scarpe. Le stesse scarpe sulle quali Calenda, magari assieme a Matteo Renzi, dovrà camminare nelle prossime settimane.

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