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Al Qaeda, chi sarà il nuovo capo dopo l’uccisione di al Zawahiri?

al- Zawahiri
La morte del leader è un grande successo per gli Usa, i Talebani negano la sua presenza per evitare l’accusa di aver violato gli accordi
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Quel drone americano che domenica scorsa ha lanciato due missili Hellfire e ha ucciso un uomo di 71 anni seduto al balcone a Kabul, la capitale dell’Afghanistan aveva come obiettivo un edificio nel quartiere elegante di Sherpur. La vittima non era un abitante qualunque ma Ayman al- Zawahiri, il medico egiziano successore alla guida di al Qaeda, dopo l’eliminazione di Osama bin Laden nel 2011. L’azione messa in atto dalla Cia è stata confermata dal presidente americano Joe Biden con un discorso televisivo quando ormai esisteva la certezza dell’identità di al- Zawahiri.

Uccisione di al- Zawahiri, operazione studiata da mesi

Cade dunque l’uomo che con bin Laden è sempre stato ritenuto uno degli ideatori dell’attacco alle Torri Gemelle nel 2001. Per Biden “giustizia e fatta” al- Zawahiri ha “scavato una scia di omicidi e violenze contro i cittadini americani. Dal suo nascondiglio, ha coordinato i rami di al Qaeda e in tutto il mondo, compresa la definizione delle priorità per fornire una guida operativa e la richiesta e gli attacchi ispirati contro obiettivi statunitensi”. L’operazione portata a termine a Kabul in realtà è stata preparata da alcuni mesi anche se l’approvazione definitiva sarebbe stata data dalla Casa Bianca solo il 31 luglio. Molto probabilmente si è voluto evitare che al- Zawahiri sfuggisse all’attacco come già nel gennaio 2006 vicino al confine con il Pakistan. In quell’occasione rimasero uccisi 4 importanti membri di al Qaeda, Zawahiri apparve in un video 2 settimane dopo avvertendo il presidente degli Stati Uniti George W. Bush che né lui né “tutte le potenze sulla terra” potevano ucciderlo.

Il classico stile comunicativo del gruppo terroristico, l’egiziano infatti nel corso degli anni è emerso come il portavoce più importante di al Qaeda, comparendo in numerosi video e audiocassette. Al Zawahiri è stato anche il cervello operativo dietro numerosi e sanguinosi attentati, tra cui l’attacco suicida al cacciatorpediniere navale USS Cole ad Aden nell’ottobre 2000 che ha ucciso 17 marinai Usa, e quelli del 1998 alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania, in cui con 223 vittime.

Negli ultimi anni la figura di Zawahiri aveva perso progressivamente peso. Rimaneva pero un punto di riferimento della galassia terrorista islamica, una parabola iniziata fin da giovanissimo. Appartenente a una distinta famiglia del Cairo venne arrestato già a 15 anni per essere un membro dei Fratelli Musulmani, nel 1973 si unì alla Jihad islamica egiziana, una militanza che nel 1981 lo portò ad essere coinvolto nell’uccisione del presidente Sadat. Arrestato e torturato, durante il processo emerse come uno dei leader. Quattro anni più tardi partì per Peshawar in Pakistan e successivamente verso il vicino Afghanistan, dove lavoro come medico durante l’occupazione sovietica.

Nel 1993 la Jhiad egiziana fu protagonista di numerosi attentati volti a rovesciare il governo del Cairo e Zawahiri divenne ufficialmente una figura chiave del terrorismo internazionale. Solo nel 1997 si ritiene che Zawahiri si sia trasferito nella città afghana di Jalalabad, dove viveva Osama Bin Laden dando vita alla storia di al Qaeda.

La morte di Zawahiri per gli Usa rappresenta un successo dopo il precipitoso ritiro dall’Afghanistan nell’agosto dello scorso anno ma apre anche scenari diversi e più complicati. Il regime dei Talebani infatti non ha ammesso l’uccisione del leader di al Qaeda e ha impedito alla stampa di recarsi sul luogo dell’attacco. Probabilmente il tentativo di coprire la presenza di Zawahiri visto che in base all’accordo di pace, nel 2020, gli studenti coranici hanno accettato di non consentire a qualsiasi gruppo estremista di operare in aree sotto il loro controllo. Non a caso il regime di Kabul ha descritto l’operazione degli Stati Uniti come una chiara violazione dei principi internazionali, ma non ha menzionato Zawahiri che viveva tranquillamente alla luce del giorno..

La fase che si apre ora sarà quella nella quale si cercherà di capire chi sarà il successore. Secondo gli analisti esistono diverse ipotesi, la più difficile e quella che vedrebbe come nuovo capo l’attuale ministro degli Interni dei Talebani, Sirajuddin Haqqani che, a quanto si sa, ospitava nella sua casa Zawahiri, inoltre alcune voci non confermate hanno riferito che l’attacco Usa avrebbe ucciso anche suo figlio. Una figura troppo scoperta e scomoda per i padroni di Kabul. Più plausibile l’ascesa dell’ex colonnello egiziano Saif al- Adel oppure di Abdal- Rahman al- Maghrebi, capo della comunicazione mediatica di al Qaeda e genero di al- Zawahiri.

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