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Omicidio di Civitanova, don Ciotti: «Male è anche di chi guarda e lascia fare»

Presa di posizione del presidente di Libera e della Comunità di Sant'Egidio dopo l'omicidio di Civitanova Marche di Alika Ogorchukwu
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L’omicidio di Civitanova Marche dell’ambulante nigeriano Alika Ogorchukwu, ha scosso tutta l’Italia. Oltre agli interventi dei leader politici vanno sottolineati quelli di don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, e della Comunità di Sant’Egidio.

Don Ciotti ha evidenziato: «Il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi guarda e lascia fare oppure volge lo sguardo altrove. Il male si nutre da sempre di un combinato di crudeltà e malvagità, d’indifferenza e viltà: le prime due riguardano gli autori del male, le seconde gli spettatori. Questo ci dice l’omicidio di Alika, il venditore ambulante nigeriano ucciso ieri a Civitanova Marche per strada, senza che nessuno intervenisse a fermare il brutale pestaggio- È certo importante che l’autore dell’omicidio venga punito nei termini di legge, ma è altrettanto importante interrogarsi sul grado d’indifferenza a cui può giungere una società individualista, dove le relazioni sono dettate solo dall’interesse e dove l’altro è riconosciuto solo in quanto complice o nemico», aggiunge.

«Ma una società senza empatia, incapace di ascoltare il grido di chi si sente in pericolo di vita o sente la sua vita andare alla deriva – l’indifferenza verso Alika è gemella dell’omissione di soccorso che ha ucciso migliaia d’immigrati africani in questi anni nel Mar Mediterraneo – non è più una società ma un assembramento di coscienze anestetizzate e di cuori inariditi. Una fucina di violenze, soprusi, razzismi, guerre – continua Ciotti – Si parla tanto di »ripartenza« e di ripresa economica. Ben venga la crescita del prodotto interno lordo, ma non ci sarà mai un vero cambiamento e un vero progresso finché non diventeremo persone capaci di sentire l’indifferenza come un reato di coscienza più grave degli stessi reati inclusi nel codice penale, finché non sentiremo le ferite e i bisogni dell’altro come se fossero nostri. L’egoismo uccide l’umanità, l’indifferenza è complice dell’omicidio».

La Comunità di Sant’Egidio «si stringe attorno alla moglie e a tutta la famiglia di Alika, ucciso barbaramente mentre svolgeva il suo lavoro di ambulante». Così in una nota. «Le circostanze di questo assassinio ci fanno rabbrividire. La vittima, disabile da quando, nel febbraio del 2021, era stato vittima di un incidente stradale, è stato ucciso per i colpi della stampella che utilizzava per sostenersi. Un episodio accaduto alle 14.30 in una strada normalmente affollata di gente, nel pieno centro di Civitanova Marche. C’è chi ha anche filmato ciò che accadeva, qualcuno ha urlato contro l’aggressore, nessuno è intervenuto. È finita in questo modo la vita di un nigeriano con regolare permesso di soggiorno, sposato, con un figlio di 8 anni che frequenta la scuola, che ogni giorno faceva 50 chilometri per andare nella città dove poteva ricevere qualcosa in cambio della povera merce che vendeva».

«Un’ aggressione mortale, avvenuta in Corso Umberto I, ha scosso e addolorato tutti noi. A nome della Città tutta, esprimo la più ferma condanna verso azioni di tale natura e verso ogni forma di violenza che non può trovare alcun fondamento ed alcuna giustificazione». Così il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, sull’omicidio avvenuto ieri pomeriggio in pieno centro storico e nel quale un nigeriano di 39 anni ha perso la vita.

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