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Quei dissidenti-ragazzini che Putin arresta senza pietà

L’ondata di repressione non risparmia nessuno: solo negli ultimi giorni a Mosca sono stati arrestati sette attivisti che protestavano contro la guerra
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Sette attivisti che protestavano contro la guerra sono stati arrestati a Mosca negli ultimi giorni. L’ondata di repressione non risparmia nessuno, neppure i più giovani, i minorenni. Alcuni attivisti si sono recati davanti al “Muro del Dolore” per deporre dei fiori. “Questa è un’azione per la libertà di tutti i prigionieri politici e contro la guerra scatenata da Vladimir Putin”, ha detto Maxim Lypkan, diciassette anni, organizzatore della manifestazione.

Le autorità hanno cercato di impedire la deposizione di fiori. Due agenti provocatori, infiltratisi nel movimento giovanile presente in piazza e diversi agenti delle forze dell’ordine si sono fatti trovare vicino al monumento. Non appena gli attivisti contro la guerra, con i fiori in mano, si sono avvicinati al Muro del Dolore, è scattata la retata e sono iniziati immediatamente gli arresti. Maxim Lypkan e altre cinque persone sono state arrestate. Tra queste anche una ragazza, Tatyana Matveyeva. È stata portata via per aver esposto un cartello con la scritta: “Dobbiamo salvare il mondo non con il sangue, ma con l’amicizia e l’amore”. I manifestanti sono stati interrogati dalla polizia. Contro Tatyana Matveyeva è stato redatto un verbale amministrativo. La contestazione che le è stata mossa riguarda l’aver screditato l’esercito. Maxim Lypkan è stato invece mandato in un centro di detenzione temporanea per minorenni. Il giovane ha avuto un malore, il suo cuore ha rischiato di abbandonarlo. Per questo motivo è stato costretto a trascorrere una giornata in un ospedale pediatrico sotto costante osservazione da parte dei medici. Ma i guai per lui non sono finiti. Lunedì la polizia è venuta a prendere Maxim in ospedale ed è stato nuovamente portato in una stazione di polizia per essere interrogato.

Il copione pure per questo giovanissimo manifestante si è ripetuto: né i genitori né un avvocato hanno potuto vederlo ed avere sue notizie per molte ore. Io sono riuscita a contattare Lytkan e ho gli ho parlato al telefono. Mi ha riferito che quando la polizia lo ha portato in caserma, il giovane ha detto all’agente che lo ha prelevato: “Sei fascista? Perché mi hai fermato mentre cercavo di deporre dei fiori? Il tuo modo di fare e le tue azioni sono illegali”. Per quanto riguarda la posizione di Maxim, è stato redatto un verbale amministrativo ai sensi della legge sull’organizzazione di un evento pubblico non autorizzato (stiamo parlando dell’articolo 20.2 del Codice degli illeciti amministrativi, parte 2). Il giovane manifestante rischia una multa, che può variare dai 150 ai 300 dollari, o l’arresto amministrativo fino a dieci giorni di carcere. Maxim Lypkan è stato arrestato per la seconda volta nel giro di una settimana. La prima volta è stato fermato dalla polizia dopo essere andato sulla Piazza Rossa con un il cartello che presentava questo messaggio: “Putin è un assassino di bambini a Vinnitsa”. È stato arrestato e ha trascorso una giornata in un centro di detenzione temporanea per minorenni. Nessuna accusa è stata mossa contro di lui in quell’occasione. Un particolare di non poco conto. I suoi genitori sostengono la cosiddetta “operazione speciale”. Ora si trovano nella Crimea occupata e si rifiutano di tornare a Mosca. Dicono che Maxim dovrebbe essere punito. Una cosa terribile: in pratica hanno abbandonato loro figlio.

Il “Muro del Dolore”, dove era programmata la deposizione di fiori dei giorni scorsi, è un luogo simbolico qui a Mosca. È stato inaugurato cinque anni fa per onorare la memoria di tutte le vittime delle repressioni politiche di Stalin. Alla cerimonia del 2017 partecipò Vladimir Putin. Su questo monumento sono scolpite molte figure umane, senza volto, che simboleggiano l’inenarrabile violenza staliniana. Un monito. Sembrava che quanto successo tanti anni fa non si sarebbe mai più ripetuto in Russia. Non è così, visto che il numero dei prigionieri politici aumenta ogni giorno. Oppositori come Alexei Navalny, Vladimir Kara-Murza, il giornalista Andrei Pivovarov e Alexei Gorinov sono in carcere. Un altro politico, Ilya Yashin, è in attesa di essere processato ed attualmente si trova in un centro di detenzione preventiva. Secondo OVD-Info, nei primi 150 giorni di guerra ci sono stati in Russia oltre 16mila arresti per reprimere le proteste contro quanto sta accadendo in Ucraina.

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