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Tribunale di Monza al collasso, il grido degli avvocati: «Così è insostenibile»

Il presidente del Coa Vittorio Sala sollecita una risposta dal ministero della Giustizia sulle condizioni in cui versano gli uffici giudiziari. Si uniscono all'appello anche l'Aiga e i presidenti di Camera penale e civile
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Gli avvocati di Monza chiedono di avere risposte dal ministero della Giustizia in merito alla «situazione tragica» in cui versano gli uffici giudiziari della città lombarda. Per questo motivo il presidente del Coa, Vittorio Sala, ha indetto una conferenza stampa nell’aula magna delle udienze penali (con una temperatura di 38 gradi e senza aria condizionata) per lanciare ancora una volta un appello a via Arenula affinché provveda quanto prima a mettere mano alla pianta organica e a concentrare in un unico luogo tutti gli uffici giudiziari brianzoli.

Il presidente del Coa di Monza ha sottolineato che ormai la situazione è insostenibile e mortificante per tutti (avvocati, magistrati e cittadini) e ha chiesto interventi in tempi rapidi. Gli ha fatto eco la presidente della Camera penale, Noemi Mariani, che invece si è soffermata sulla fuga dei magistrati dal Tribunale di Monza. Un luogo di passaggio, dove i magistrati sono destinati a restarvi solo per poco tempo, scoraggiati anche dall’assenza di personale di supporto. I numeri parlano chiaro: dodici i giudici monocratici; di questi ben otto hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento negli ultimi mesi. Una precarietà ed un’incertezza che si ripercuotono su tutte le attività giudiziarie, ogni giorno, e che non consentono di lavorare bene.

Il grido di dolore lanciato dagli avvocati Sala e Mariani è stato condiviso dai presidenti della Camera civile, Stefano Parravicini, e dell’Aiga, Giulia Somaschini. «Da qualche anno ormai la sezione monzese di Aiga – dice la presidente Giulia Somaschini – continua ad esprimere forte preoccupazione per la situazione degli uffici giudiziari locali, incapaci di ben gestire e sopportare il carico di lavoro che il tessuto sociale della nostra provincia genera, per carenza di organico ormai patologica, effetti della pandemia e problematiche logistiche. Questo territorio, che è il motore della nostra bella Italia, merita una macchina giudiziaria all’altezza dei suoi cittadini e dei suoi imprenditori. Quanto alla giovane avvocatura del nostro Foro, Aiga chiede con forza di poter tornare a vivere il nostro Tribunale come quando la maggior parte di noi ha iniziato a muovere i primi passi nella professione, tanti nell’eccellenza della sede distaccata di Desio, dove abbiamo imparato ad essere avvocati giorno dopo giorno anche proprio grazie al rapporto quotidiano con magistrati e funzionari».

L’Aiga chiede che gli uffici giudiziari di Monza, tornino «ad essere accessibili senza preclusioni per gli operatori della giustizia, ad essere luogo di vivo confronto e arricchimento reciproco». «Le difficoltà di accesso alla professione – conclude l’avvocata Somaschini -, unite al distacco con le figure dei giudici e dei cancellieri hanno comportato una palpabile disaffezione verso un sistema del cui malfunzionamento dobbiamo pure dare giustificazione alla clientela, con gli inevitabili disagi del caso. Innegabile è inoltre che il protrarsi di questa situazione di incertezza ed immobilismo abbia un impatto evidente sullo sviluppo delle competenze, specialmente dei praticanti, che sono sempre meno. Auspichiamo di poter tornare quanto prima a sentirci a casa negli uffici giudiziari di Monza e rinnoviamo la più ampia disponibilità a collaborare con le istituzioni. Solo così potremo cercare di garantire qualità e continuità della nostra professione».

Nel 2021, secondo le elaborazioni del ministero della Giustizia, il Tribunale di Monza si è collocato al sesto posto per bacino di utenza e per affari trattati. Un altro dato che esprime l’esigenza di avere uffici giudiziari a pieno organico ed efficienti.

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