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Palamara punta al 25 settembre: «In sintonia con la destra»

L'ex toga: «La finalità principale è innanzitutto quella di trasformare una battaglia di verità in un vettore che possa essere determinante per ottenere una riforma della giustizia strutturale, che non sia più un pannicello caldo, ma che rappresenti veramente una innovazione per il nostro Paese»
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Il caldo torrido che attanaglia la Capitale da settimane e la giornata prefestiva non hanno impedito di riempire oltre misura la grande sala conferenza dell’hotel Baglioni di via Veneto, dove Luca Palamara ha presentato questa mattina l’associazione “Oltre il sistema”, annunciando anche la propria candidatura alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. La partecipazione è stata oltre ogni aspettativa, costringendo il servizio d’ordine dell’hotel a bloccare gli accessi e a mandare indietro le persone che fin dalle prime ore del mattino affollavano il marciapiede antistante. Una decisione che ha provocato attimi di tensione, risolti dall’ex numero uno dell’Anm che prima di iniziare l’intervento è uscito dalla sala per andare a rasserenare gli animi di chi non era potuto entrare.

In un clima più simile alla torcida calcistica che ad una convention di partito, Palamara, più volte interrotto, ha quindi preso la parola illustrando uno ad uno i 10 punti del programma di governo e gli obiettivi che l’associazione “Oltre il sistema” si propone di raggiungere. «La finalità principale del mio progetto – ha esordito Palamara – è innanzitutto quella di trasformare una battaglia di verità in un vettore che possa essere determinante per ottenere una riforma della giustizia strutturale, che non sia più un pannicello caldo, ma che rappresenti veramente una innovazione per il nostro Paese. Una giustizia giusta e rapida – ha aggiunto – dove l’uso politico della giustizia sia solo un lontanissimo ricordo, una giustizia che non sia punitiva ma che sia di recupero per chi ha sbagliato e deve scontare una pena, una giustizia che sia garantista nel senso che fino al terzo grado di giudizio deve valere la presunzione di innocenza e non lo stigma della colpevolezza preventiva per l’imputato».

Per realizzare questi obiettivi, Palamara ha pensato al centrodestra come compagno di viaggio. «Ci sono tantissimi nomi – ha sottolineato l’ex magistrato – che ancora non hanno manifestato pubblicamente la loro adesione perché la caduta del governo è stata un fulmine a ciel sereno. Quindi ora dobbiamo accelerare il tutto, una macchina che già era ampiamente in movimento e che si era data tempistiche diverse». L’associazione, appena nata, conta già diverse centinaia di iscritti. «Siamo già presenti in tutta Italia – ricorda Palamara -, l’auspicio è che tante donne e tanti uomini in più aderiscano ai 10 punti del programma».

Terminata la relazione Palamara ha allora passato la parola ai presenti che volevano lasciare una testimonianza. Il filo conduttore è stato, come era facilmente prevedibile, il non funzionamento della giustizia nel Paese. Tanti, infatti, sono stati i racconti di chi ha dovuto confrontarsi, fra mille difficoltà, con i tribunali per cercare di ottenere una soluzione ai propri problemi: dall’ex amministratore locale finito in una inchiesta e poi assolto, all’imprenditore che fa fatica ad ottenere la riscossione di un credito, per finire all’impiegata vittima di stalking che, nonostante le denunce, continua ad essere molestata. Ed è questo alla fine il “popolo” di Palamara: un insieme di persone quanto mai differenti fra loro, che in passato ha votato sia centro destra che centro sinistra, e che adesso è alla ricerca di ascolto e vede proprio nell’ex zar delle nomine al Csm l’ultima spiaggia prima dell’astensione. Tante aspettative che nel segreto dell’urna possono fare la differenza e che Palamara ha promesso di non deludere.

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