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Grillo: «I nostri due mandati sono una luce nelle tenebre»

Il fondatore del M5S punta il dito contro Di Maio: «Giggino a cartelletta ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato»
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«Non so se il Movimento c’è, non c’è. Non lo so se è disintegrato, molecolare o quantico, non lo so. Una cosa però la so: ho guardato quel parlamento mentre Draghi parlava e non è Draghi che mi ha sconcertato, era la visione di quel Parlamento. Una visione vecchia, di gente che è lì da 30 o 40 anni. E cominiciavamo ad essere dentro anche noi a quella visione, pur essendo il gruppo più giovane». Lo ha detto Beppe Grillo, co fondatore del M5S, in un video postato sul suo blog. L’analisi di Grillo parte con un paragone della fase politica che sta attraversando l’Italia con il Big Bang. «Quel Parlamento lì non se lo merita nessuno, figuriamoci Draghi – ha aggiunto – e non se lo merita nemmeno l’ultimo degli Italiani». «Siamo in un momento caotico – ammette Grillo – e potremmo essere morti tra 15 giorni» come M5S «ma i nostri due mandati sono al nostra luce in questa tenebra incredibile, sono l’interpretazione della politica come servizio civile» e sono «un antibiotico».

 

 

 

Quella di Grillo è una difesa della linea dura e pura di M5s, un richiamo ai valori fondanti, non a caso con un riferimento a Gianroberto Casaleggio. Ma anche un’indicazione di marcia per la campagna elettorale: «Non ci siamo riusciti – recrimina guardando alle aspirazioni della “discesa in campo” – e mi sento colpevole anche io, ma abbiamo di fronte – è la nuova chiamata alle armi che arriva da Grillo – qualcosa di straordinario. Sono tutti contro di noi. Tutti, tutto l’arco costituzionale. Anche fisicamente, spostano lo sguardo o addirittura la direzione in cui camminano quando ti vedono, come se fossimo degli appestati. Anche i bulli della stampa e della tv. Benissimo, se il sistema reagisce così – sottolinea – vuol dire che abbiamo ragione». E dunque, avanti così. A cominciare dal limite dei due mandati he rappresenta «la nostra luce nella tenebra», ma anche il vincolo di mandato, vecchio progetto mai realizzato.

Uno spunto per ironizzare sulla scelta di Luigi Di Maio di tagliare il cordone ombelicale con il Movimento e fondare un proprio gruppo. «Ci vuole una nuova interpretazione della politica e vi dico la verità: tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni nel nostro Movimento, queste sparizioni sono provocate da questa legge (dei due mandati, ndr) che è innaturale, che è contro l’animo umano. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una “cartelletta”. Gigino “a cartelletta” ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato. Ed ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero».

 

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