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Gelo Mosca-Draghi, il premier: “Putin non verrà al G20”. E il Cremlino: “Non è lui a decidere”

Il premier al vertice in Germania: "Le cose non sono andate come voleva Putin... Al vertice Nato di Madrid ci aspettiamo un ampliamento alla Svezia e alla Finlandia"
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Scontro tra Cremlino e palazzo Chigi sulla partecipazione del presidente russo, Vladimir Putin, al prossimo G20 che si svolgerà a ottobre in Indonesia. In conferenza stampa al termine del G7 di Elmau, in Germania, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha detto che il presidente indonesiano esclude la possibilità che Putin possa partecipare in presenza al vertice. «È stato categorico, non verrà – ha detto Draghi – Potrà succedere un intervento da remoto, vedremo…».

Poche ore dopo arriva la riposta di Mosca, che conferma di aver ricevuto l’invito affinché Putin partecipi al G20 in Indonesia. Nella nota, il Cremlino sottolinea che «non è Draghi a decidere se Putin parteciperà o meno». Una risposta secca e stizzita che dimostra una volta di più il pessimo stato dei rapporti tra Putin e Draghi, nonostante il tentativo di dialogo arrivato più volte da parte italiana. Che allo stesso tempo porta avanti la linea della fermezza nel sostegno all’Ucraina e nell’opposizione all’aggressione russa. Le sanzioni alla Russia «sono essenziali per portare Mosca al tavolo della pace, ma allo stesso tempo, come ha detto il presidente Biden, dobbiamo essere pronti ad accogliere gli spazi dei negoziati», ha aggiunto Draghi. Secondo il presidente del Consiglio il G7 di Elmau «è stato veramente un successo», perché «i nostri Paesi hanno riaffermato piena e grande coesione, grande unità di vedute in particolare per quanto riguarda la guerra in Ucraina e le sue conseguenze».

In Baviera si è parlato della crisi alimentare con i primi segnali di sblocco del grano che secondo Draghi «fanno sperar bene, anche se è prematuro essere ottimisti» e si è anche preparato il vertice Nato di Madrid, dove già oggi s’incontreranno i 30 leader dell’Alleanza atlantica. Dal summit di Madrid «ci aspettiamo la riaffermazione di questo senso di unità e fermezza del G7 e, probabilmente, un ampliamento a Svezia e Finlandia», ha sottolineato Draghi, specificando di prevedere «una Nato più unita, probabilmente più grande». Tra le altre cose di cui si è discusso a Elmau, particolare importanza, in chiave italiana, è un primo sì alla ricerca di un tetto al prezzo del gas, presente nella dichiarazione finale del vertice. In particolare, si legge nelle conclusioni, il G7 «accoglie con favore» la decisione dell’Ue di esplorare la possibilità di “introdurre tetti temporanei sui prezzi delle importazioni” di gas. Sul tema restano tuttavia le resistenze tedesche, con il Cancelliere Olaf Scholz secondo cui «nel breve termine il gas è necessario». Più avanzato invece il discorso sul petrolio, del quale i leader mondiali propongono di sospendere le importazioni nel caso in cui sia venuto «a un prezzo uguale o superiore a un tetto da definire con gli altri partner internazionali».

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