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Usa, mobilitazioni in ogni città contro la revoca del diritto all’aborto

Da Washington a New York, da Los Angeles a Phoenix. Gli americani manifestano per i diritti
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Stati Uniti attraversati da marce di proteste e di tensioni, dopo la decisione della Corte Suprema che ha revocato il diritto all’aborto, in vigore da quasi cinquant’anni. Da Washington a New York, da Los Angeles a Phoenix sono decine di migliaia i cittadini scesi in piazza.

A New York sono almeno venti le persone arrestate dopo la marcia di protesta organizzata ieri lungo le strade della città. Tensioni ci sono state vicino a Bryant Park, nel cuore di Manhattan. Al raduno organizzato a Lower Manhattan c’erano anche la comica Amy Schumer e la Procuratrice generale dello stato Letitia James, appena eletta nel consiglio comunale della Grande Mela. «Non torneremo indietro ai giorni in cui usavamo i ganci di filo metallico», ha urlato dal palco la donna, rivelando di aver abortito quasi due decenni fa. «Il diritto di controllare i propri corpi è un diritto fondamentale sancito dal 14esimo emendamento», ha aggiunto la politica democratica.

A Los Angeles i manifestanti pro-aborto hanno marciato lungo la 110 Freeway, una delle strade più importanti, bloccando il traffico. Nella capitale Washington centinaia di persone di entrambi gli schieramenti, pro e contro l’aborto, si erano radunate già dal mattino davanti alla Corte Suprema. Un attivista in favore dell’aborto, Guido Reichstadter, si è arrampicato sul Frederick Douglass Memorial Bridge, e ha postato video e foto sui social dalla sommità del ponte, dopo aver disteso un grande striscione verde. «Sono salito qui sopra – ha detto in una diretta su TikTok – perchè la Corte Suprema ha lanciato un attacco vigliacco e anticostituzionale ai diritti delle donne in questo Paese».

A Phoenix i manifestanti, che si erano radunati attorno al palazzo del Congresso statale, sono stati dispersi con il lacrimogeni dopo un tentativo di fare irruzione nell’edificio del Senato. In molte città le zone dove si trovano i palazzi governativi e le Corti supreme statali sono presidiate da polizia e soldati in assetto anti sommossa

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