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L’anatema di Putin: «L’era del mondo dominato dagli Usa è finita per sempre»

«L’Europa ha perso la sua sovranità politica». Il discorso da San Pietroburgo dopo il ritardo dovuto a «massicci attacchi informatici»
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«L’era dell’ordine mondiale unipolare è finita, nonostante tutti i tentativi di preservarla con qualsiasi mezzo». È cominciato così, con un duro attacco agli Stati Uniti, il discorso del presidente russo Vladimir Putin al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, posticipato di un’ora a causa di «massicci attacchi informatici».

«Gli Usa pensano di essere l’unico centro del mondo», ha detto il presidente russo. Il quale sottolinea che quelle imposte nei confronti della Russia sono «sanzioni senza precedenti», ma «siamo persone forti e possiamo vincere tutte le sfide che ci vengono proposte. La storia del nostro Paese lo dimostra». Per Putin l’attuale situazione in Europa «porterà a un’ondata di radicalismo e, in prospettiva, a un cambio di èlite». «I reali interessi delle persone in Europa sono stati messi da parte. L’Europa ha perso la sua sovranità politica», ha aggiunto, riferendosi alla presunta influenza Usa sulle decisioni della Ue.

L’Occidente impone «rudemente e spudoratamente la propria etica, le opinioni sulla cultura e la comprensione della storia, e talvolta mettono in discussione la sovranità e l’integrità degli Stati, creano una minaccia alla loro esistenza», ha sostenuto Putin. Il capo dello Stato russo ha poi ricordato il destino della Jugoslavia e della Siria, della Libia e dell’Iraq, bombardate da coalizioni di Paesi occidentali. Il presidente russo ha anche osservato che se alcuni «ribelli» non possono essere «pacificati», si cerca di isolarli, cancellarli, «si usa di tutto, anche lo sport, il movimento olimpico, i divieti alla cultura, i capolavori d’arte, per il solo motivo che i loro autori sono di origine sbagliata».

 

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