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Le ombre del caso Palamara sulla nomina del nuovo pg della Cassazione

cassazione procura generale
Ancora una volta le chat dell'ex pm di Roma sono al centro di una nuova nomina del Csm che giovedì 23 giugno dovrà scegliere il successore di Giovanni Salvi
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Lo scorso 8 giugno l’assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura era chiamata a decidere la nomina dell’Avvocato Generale della Cassazione. Tra i candidati Pina Casella, già consigliere Csm e componente di Unicost in Campania, di cui è stata per anni leader. Era molto attiva e presente anche nella chat di Palamara, con cui parlava spesso di nomine. Nelle proposte al Plenum, tuttavia, non vi erano riferimenti a tali messaggi. Solo una fredda comparazione dei titoli, cosa che ha scatenato l’ira del consigliere togato Nino Di Matteo, il quale – nonostante il voto contrario di Unicost e le proteste di Carmelo Celentano, legatissimo alla Casella – ha ottenuto il ritorno della pratica in quinta commissione.

Messaggi mancanti, quelli evidenziati dall’ex pm antimafia, collegati alla nomina dell’avvocato generale della Cassazione, nel periodo di dicembre 2017. Fatti quindi lontani di cinque anni, ma che ritornano con prepotenza alla luce del nuovo incarico che il Csm si appresta a dare per il ruolo di procuratore generale della Cassazione, visto che Giovanni Salvi a luglio andrà in pensione.

Le chat dell’epoca, infatti, riportano il nome di Luigi Salvato, attuale “braccio destro” di Salvi, che in quinta commissione ha ottenuto due voti (Dal Moro e Ciambellini), gli stessi avuti dal procuratore generale di Napoli, Luigi Riello (Lanzi e D’Amato), mentre Ardita e Gigliotti hanno optato per l’astensione.

Su Whatsapp accade che Pina Casella si spende, con successo, per Salvato, ringraziando Luca Palamara di aver contribuito a migliorare l’ufficio. Per l’ex capo dell’Anm si trattava di una «grande battaglia», la cui vittoria veniva attribuita dalla Casella allo stesso Palamara. Rapporti sempre più forti, come evidenziato dall’ex pm di Roma, ora a processo a Perugia per corruzione, in un altro scambio di messaggi tra lui e Pina Casella (avvenuto a maggio del 2018), dove l’ex magistrato parla addirittura di «sodalizio» e la togata si dice d’accordo.

Come va a finire la nomina per l’avvocato generale della Cassazione? Lo dice Palamara a Carmelo Celentano, informandolo che la quinta commissione aveva appena votato Salvato all’unanimità. Così l’attuale consigliere del Csm incorona Palamara, definendolo «fondamentale», in quanto è «tutto nelle tue mani» ed è «per questo» che «sono tranquillo».

Ma per spiegare come si è arrivati al voto unanime della quinta commissione è necessario fare un passo indietro e “leggere” il messaggio dell’ex consigliere Francesco Cananzi, inviato il 3 ottobre del 2017, quando avvisa Palamara che a Palazzo dei Marescialli, verosimilmente dietro la sua porta, ci sono Carmelo Celentano e Luigi Salvato. Palamara risponde che li avrebbe ricevuti da lì a dieci minuti nel suo ufficio. Cananzi lo pressa e cerca un “summit” prima dell’ora di pranzo.

Il nome di Luigi Salvato, inoltre, compare anche in un’altra seduta del Plenum, quella del 31 maggio scorso, quando si parlava della posizione amministrativa di Donatella Ferranti, consigliere di Cassazione e già deputato Pd, procedura aperta, anche in tal caso, in virtù dei messaggi scambiati con Luca Palamara. In uno di essi, Donatella Ferranti ricordava che lei c’era quando Luigi Salvato lasciò inaspettatamente la carica di Segretario Generale del Csm dopo pochissimi mesi. Parliamo della consiliatura 2002- 2006. Un fatto che non ha precedenti. E ora qualcuno lo vorrebbe sullo scranno più alto della magistratura italiana.

 

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