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«Caro Letta, il campo largo non si fa senza una giustizia garantista»

Enrico Costa
Il deputato di Azione al Dubbio: «Il segretario Dem vorrebbe avvicinare le posizioni di Conte con Calenda. Ma mi chiedo come sia possibile trovare una sintesi sul grande tema della giustizia»
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“Allora Enrico, cominciamo dalla giustizia. Sono curioso di conoscere il punto di sintesi. Lo stop alla prescrizione? Il fine processo mai? Il trojan indiscriminato? Il traffico di influenze? I garantisti liquidati come impunitisti?’: così da twitter il deputato e vice segretario di Azione Enrico Costa ha commentato ieri un articolo de La Stampa dal titolo ‘ La strategia di Letta: sei punti per unire Conte e Calenda’.

Onorevole cosa voleva dire con quel tweet?

Ho letto nell’articolo che Enrico Letta si sarebbe posto l’obiettivo di avvicinare le posizioni di Conte con Calenda. Stranamente tra quei sei temi – lavoro, Europa, scuola, sanità, diritti, ambiente – manca la giustizia. Allora mi sono chiesto come sia possibile trovare una sintesi sul grande tema della giustizia.

E come si fa?

Innanzitutto ricordiamo che Giuseppe Conte è il Presidente del Consiglio della spazza- corrotti, del fine pena mai, che in più occasioni ha evidenziato come le lungaggini processuali sia determinate non dalle inefficienze della macchina giudiziaria ma dai cavilli messi su dagli avvocati. Il Movimento Cinque Stelle poi ha bloccato la discussione in Commissione sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere promossa dall’Unione Camere Penali. Si tratta di temi fondamentali nell’ambito di un programma politico e al momento la distanza è abissale.

Però Lei nel suo tweet ha fatto riferimento anche alla frase del segretario del Pd che ha equiparato garantisti e impunisti.

Certo, ho fatto un riferimento anche a lui. Quella frase a mio giudizio era profondamente sbagliata. Essere attenti alla presunzione di innocenza non significa non essere attenti contemporaneamente alla certezza della pena e/ o alla tutela delle vittime di reati. La responsabilità di chi ha sbagliato deve essere accertata, ma lo si deve fare in tempi contenuti: esiste il principio di rieducazione della pena che deve essere applicata alla stessa persona che ha commesso il reato non a quella che diventerà a 10 o 20 anni dai fatti. Si tratti di principi basilari di uno Stato di Diritto, della nostra Costituzione e vederli sbeffeggiati credo non sia affatto politicamente corretto.

Quindi non si può pensare ad una alleanza prescindendo dal tema della giustizia?

Si tratta di una questione che non può rimanere nascosta nelle menti e nei cuori dei parlamentari. Molti miei colleghi spesso in Aula non votano quello che in realtà pensano realmente, obbediscono invece alle logiche di partito. E vedo molta sofferenza in alcuni parlamentari del Pd per questa alleanza con il Movimento Cinque Stelle.

A questo punto, dati anche i risultati delle amministrative, a Letta non conviene scaricare Conte?

Credo sia sbagliato fare valutazioni politiche solo con la calcolatrice. Quando presento una coalizione devo chiedermi “dove voglio andare” e faccio salire a bordo di conseguenza quelle realtà che sono compatibili con i miei obiettivi. È impensabile far salire su una nave due persone che si scazzottano dal primo all’ultimo momento. Letta sceglie il M5S? Buon viaggio.

Un commento sull’assoluzione del padre dell’onorevole Boschi?

Accade ormai purtroppo troppo spesso che processi e sentenze di condanne anticipate sui giornali poi si rivelino fallaci. Nell’immaginario collettivo poi resta quella narrazione che si è consolidata con il marketing giudiziario, mentre alle assoluzioni non viene restituito lo stesso spazio.

Il Movimento Cinque Stelle chiederà scusa per la campagna fatta contro Boschi padre e figlia?

Se dovessero chiedere scusa per ogni espressione forcaiola che hanno pronunciato dovrebbero fare solo quello dalla mattina alla sera.

Oggi verrà approvata al Senato la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario: ma che fatica.

Ho contribuito molto al testo approvato alla Camera. E doveva rimanere quello per accordi di maggioranza presi da tempo. Si tratta di una riforma che fa passi avanti e che non era in contraddizione con i referendum, che avrebbero permesso di fare ancora di più. Auspico che il risultato di oggi sia un punto di inizio per continuare a lavorare per migliorare il sistema giustizia.

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