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Capaci, tutti in piedi a ricordare le vittime in aula. Tranne il giudice…

DILLO AL DUBBIO. Un avvocato di Larino racconta un aneddoto dello scorso 23 maggio. E si chiede: "Non è che la mafia non esiste più?"
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Gentile Redazione,

mi chiamo Luigi Iavasile e sono un avvocato del Foro di Larino (CB). Vorrei condividere con Voi un dubbio.

Il giorno 23 maggio appena passato, al piano delle udienze panali del Tribunale di Larino (CB), nell’aula grande (di lunedì l’unica in funzione), all’ultima udienza GUP, l’ultima penale della giornata, resomi conto che la memoria di tutti era al mare, come semplice avvocato, chiedevo al Giudice che presiedeva l’udienza di essere autorizzato a leggere ad alta voce i nomi delle vittime dell’orrore di Capaci di trent’anni addietro quel giorno con un minuto di silenzio a seguire. Il Giudice autorizzava. Io procedevo.

Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Francesca Morvillo, Giovanni Falcone.

Tutti in piedi, tranne il Giudice. Silenzio. Tutti in piedi, tranne il Giudice.

Ecco il dubbio che volevo condividere con voi è questo: ma non è che la mafia non esiste più e che mi spetta una bella macedonia di psicofarmaci a spese della mutua?

Ringrazio per la cortese attenzione e saluto con ossequio,

firmato avvocato Luigi Iavasile

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